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Storia e mito di Pausilypon, culla degli eroi romani nel cuore di Napoli




La storia di Napoli si perde fino ad otto secoli prima della nascita di Cristo. In molti angoli si possono ancora osservare reperti risalenti a migliaia di anni fa. Tra questi uno dei più suggestivi è senza dubbio il Parco Archeologico-Ambientale del Pausilypon, una delle tracce più antiche dell'uomo istallata nell'incantata cornice del Parco sommerso della Gaiola. Un chiaro esempio di come il lavoro dell'uomo possa adattarsi perfettamente al paesaggio naturale di uno dei luoghi più belli della città e la cui storia è molto più antica e affascinante di quanto si possa pensare. Siamo nel 31 a.C. e in Grecia si è appena conclusa la battaglia di Azio. Marco Antonio si è arreso scappando con la sua amante Cleopatra in Egitto, dove poco dopo si suiciderà e Cesare Ottaviano ottiene il dominio universale del regno diventando imperatore Augusto. Spossato dalla guerra, il cavaliere Publio Vedio Pollione decide di trasferirsi nella baia incantata tra la Gaiola e Trantaremi, dove poter trascorrere in pace e serenità il resto della sua vita. La baia si chiama, non a caso, Pusilypon ovvero tregua dal pericolo.

Pollione dunque commissionò la costruzione di una struttura così grande da essere paragonabile più ad un borgo che ad una villa: ambienti pubblici e privati, zone riservate ad incontri politici ed altre destinate a spettacoli o al trascorrere le ore di ozio, si estendevano per oltre 10 ettari sulla collina di Posillipo ed è lì che il cavaliere trascorse il resto dei suoi giorni fino al 15 a.C. quando, alla sua morte, l'intero complesso passò al demanio imperiale, diventando residenza di Augusto. Il problema del complesso era però il collegamento via terra alle altre abitazioni ed ai principali luoghi d'incontro, impedito dalla collina. Fu così realizzato da Lucio Cocciero Acuto, per volere di Marco Vipsiano Agrippa, stratega di Augusto, un traforo in grado di collegare il vallone della Gaiola con la piana di Bagnoli e i porti di Puteoli e Cuma. Nacque così la Grotta di Seiano, un tunnel scavato nella collina tufacea lungo 770 metri e realizzato in meno di 6 mesi. Un'opera di alta ingegneria la cui altezza raggiunge i 14 metri e la larghezza, di circa 5 metri, consentiva il passaggio anche di due carrozze simultaneamente. Sebbene fosse scavato nella roccia e raggiungesse le centinaia di metri di profondità, il progetto fu così accurato da consentire l'illuminazione naturale per quasi tutto il percorso e un continuo ricambio d'aria dovuto ad aperture a strapiombo sul mare.

Gli imprevisti però, anche in questo caso, non mancarono. I lavori infatti iniziarono scavando contemporaneamente ai due lati della collina ma, arrivati a metà percorso l'Architetto si accorse di aver commesso un piccolo errore di calcolo e così la grotta dovette abbandonare il suo andamento rettilineo, subendo una doppia curva per poter congiungere i due scavi. Sebbene il progetto fosse stato realizzato da Lucio Cocciero Acuto, il nome del traforo fu associato a Lucio Elio Seiano, il secondo Architetto ad aver apportato modifiche all'opera nel I secolo d.C., per volere dell'Imperatore Tiberio. Con il passare dei secoli la Grotta di Seiano cadde in disuso e, coperta dalla vegetazione, finì per essere dimenticata fino al maggio del 1840, quando fu rinvenuta in seguito ai lavori per la costruzione di una nuova strada. Fu quindi restaurata per volere di Re Ferdinando II di Borbone diventando così un'ambita meta turistica. Infine, durante la Seconda Guerra Mondiale, venne utilizzata come rifugio antiaereo per gli abitanti della zona di Bagnoli. Percorrendo i 770 metri della Grotta di Seiano si arriva al Parco Archeologico-Ambientale del Pausilypon. Dai resti, sopravvissuti dopo migliaia di anni, si può osservare il teatro, realizzato sfruttando la pendenza della collina, in grado di poter ospitare fino a duemila persone. Caratteristica forse unica di questa struttura è la presenza di una vasca al centro del palcoscenico, probabilmente utilizzata come cassa di risonanza o addirittura come piscina per la realizzazione di spettacoli acquatici. Sul versante opposto si trova l'Odeion, antico teatro coperto e quel che resta di alcune sale di rappresentanza.

L'intero sito è attualmente soggetto ad ulteriori scavi per il recupero della zona, portati avanti dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola. Solo recentemente infatti sono riemerse alcune strutture quali il calidario termale la cui fattura sembra essere unica al mondo. Oggi il Parco del Pausilypon è sede di spettacoli teatrali e musicali ideati e curati dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, d’intesa con la Soprintendenza Archeologia della Campania e con il sostegno del Comune di Napoli - Assessorato alla Cultura e al Turismo. Il pubblico può sedersi sugli spalti dell'antico teatro e osservare lo spettacolo al tramonto in un luogo rimasto incontaminato, rivivendo le stesse emozioni di oltre duemila anni fa.

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