Venerdi 24 novembre 2017 15:43
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5 giugno 1284. La Battaglia del Golfo di Napoli e la fine del dominio angioino




Il mare del golfo di Napoli, nel mese di giugno, è azzurro e lucente. Trasmette serenità e armonia. Ma c'è stato un giorno in cui si trasformò in un feroce campo di battaglia. Accadde il 5 giugno 1284 quando nelle acque antistanti la città si sfidarono la flotta aragonese di Ruggero Di Lauria e quella del Regno angioino di Napoli, guidata da Carlo II d'Angiò, detto "Lo zoppo". Gli aragonesi, forti delle vittorie nei Vespri siciliani e nella Battaglia di Malta, decisero di sferrare l'attacco al cuore del Regno, attaccando la Capitale. La scelta era dettata da motivi geopolitici. Gli aragonesi erano decisi a ridisegnare il quadro delle influenze sul Mediterraneo. Acquisendo il controllo dell'area, avrebbero controllato i traffici mercantili in quello che all'epoca era il centro del Mondo.

La Battaglia di Malta aveva significato un duro colpo alle aspirazioni francesi di mantenere il dominio nel Mezzogiorno d'Italia. Ruggero di Lauria, consapevole dell'importanza della vittoria, era intenzionato a stanare gli angioini, un'entità politica satellitare di Parigi governata da un ramo cadetto dei re di Francia. Voleva provocare una reazione in modo da poter sferrare l'attacco decisivo. La sua strategia fu premiata. Quando arrivò in prossimità di Napoli scatenò la reazione di Carlo "lo zoppo" che, in assenza del padre Carlo d'Angio, impegnato a Genova, decise di contrattaccare. Una scelta poco felice. La flotta aragonese poteva contare sulla superiorità numerica e su una maggiore abilità dell'equipaggio.

Ruggero di Lauria arrivò nottetempo nelle acque napoletane e fece diverse incursioni a terra per provocare l'avversario. Il comandante angioino, che avrebbe potuto attendere l'arrivo degli alleati genovesi, si fece trascinare dall'irruenza e decise di lasciare il porto, schierando in mare le proprie galere. Gli aragonesi, a quel punto, misero in campo tutta la propria abilità strategica. Finsero di ritirarsi verso sud, in direzione di Castellammare, prima di sferrare un nuovo e più deciso attacco. Grazie ad una formazione a mezzaluna, la flotta angioina fu circondata e annientata nel giro di poche ore.

L'ultima galera ad arrendersi fu quella di Capua, su cui si trovava Carlo II. La ciurma dovette capitolare quando i subacquei aragonesi l'attaccarono dal basso, affondandola. "Lo zoppo" fu fatto prigioniero e i suoi alleati genovesi non ebbero miglior sorte. Il comandante Enrico De Mari, arrivato dalla Liguria, tentò un dietrofront, ma fu attaccato e circondato. Anche le sue imbarcazioni furono conquistate dagli spagnoli. La vittoria aragonese nella Battaglia del golfo di Napoli segnò la fine della dominazione francese sul Mediterraneo. Carlo II fu fatto prigioniero per quattro anni, fino al 1288 quando Edoardo I d'Inghilterra intervenne in suo favore. A Canfranc, nel nord dell'Aragona, fu trovato un accordo e Carlo II venne liberato sulla parola in cambio di tre dei suoi figli, che furono presi in ostaggio al suo posto.

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