Giovedi 17 agosto 2017 13:36
Diario Partenopeo

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Pascalone ‘e Nola, storia di un guappo che schiaffeggiò Lucky Luciano




Pasquale Simonetti, in arte Pascalone 'e Nola, fu uno dei primi boss della camorra nell'immediato dopoguerra, un camorra diversa, la camorra rurale. Simonetti nacque a Palma Campania nel febbraio del 1926 per poi trasferirsi a Napoli dove mosse i suoi primi passi prima da scugnizzo e poi da guappo. Nonostante lo scoppio della seconda guerra mondiale Pascalone, soprannominato così per via della sua corporatura, non abbandona gli affari illeciti dedicandosi allo spaccio di tessere annonarie false ed al contrabbando di generi alimentari razionati che personalmente andava a procurarsi nell'agro nolano e spingendosi fino nell'avellinese dove riusciva  a fare ottimi affari con i contadini che preferivano darsi al contrabbando pur di non vedersi sequestrato interi raccolti destinati al fronte.

Terminata la guerra e costituita la repubblica Simonetti è ormai un camorrista riconosciuto e  controlla non solo il mercato ortofrutticolo napoletano ma l'intero ciclo produttivo di frutta e verdura. Le sue "mediazioni" gli fruttano 100 lire per quintale di patate e considerando che quotidianamente venivano smerciati oltre 30mila quintali era inevitabile che la sua figura iniziasse a creare antipatie nei guappi rivali. E' ormai un boss riconosciuto e rispettato, un vero guappo napoletano, interpellato dalla cittadinanza per risolvere questioni e screzi. Emblematica è la storia di una giovane donna rimasta incinta che si rivolge a Pasqualone poichè il fidanzato, saputo della gravidanza si era reso irreperibile. Da buon guappo rintracciò l'uccel di bosco e gli disse :«Guagliò, io devo spendere per voi dieci mila lire in fiori. Preferite i fiori per il funerale o per il matrimonio?», ovviamente il giovane decise di convolare a giuste nozze. Al già redditizio giro d'affari della frutta Pascalone affianca il contrabbando di sigarette che lo porta ad avere un conflitto a fuoco con Alfredo Maisto a Melito.

Incarcerato a Poggioreale i rapporti con Antonio Esposito, meglio conosciuto come Totonno 'e Pumigliano, iniziano ad incrinarsi anche per l'arrivo delle grandi industrie sul mercato ortofrutticolo che riducono di molto gli affari della camorra rurale che fino a quel momento aveva un controllo pressochè totale sulle coltivazioni, sui mercati e soprattutto sui prezzi di vendita ed acquisto imposti. Uscito di galera "il presidente dei prezzi" conosce e si innamora di Assunta Maresca, detta Pupetta, della famiglia dei Lampetielli di Castellammare di Stabia. Poco dopo il matrimonio in grande stile con Pupetta già incinta di tre mesi, un matrimonio che si spezzerà ottanta giorni dopo al corso Novara dove Pascalone 'e Nola viene ucciso da Gaetano Orlando, uomo di Totonno 'e Pumigliano. L'omicidio, da ricercarsi nei guadagni sempre più limitati delle mediazioni, non rimane impunito ma il vero colpo di scena è che a vendicare Pascalone ci pensa la giovane vedova che  spara ad Antonio Esposito in un bar non lontano dalla stazione centrale, a pochi passi da dove fu freddato il marito. Pupetta, per questa vendetta, scontò oltre 10 anni di carcere prima di ottenere la grazia. Uno dei più celebri episodi della vita di Pascalone 'e Nola fu senz'altro lo schiaffo al boss italoamericano Lucky Luciano che un giovanissimo Simonetti affrontò sulle tribune dell'ippodromo di Agnano. Per ragioni tutt'ora ignote il re del narcotraffico non reagì e Pascalone con questo episodio accellerò la sua ascesa ai vertici della camorra napoletana degli anni '50.

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