Lunedi 25 settembre 2017 08:16
Diario Partenopeo

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Gomorra-La serie, stagione 2: le prime due puntate viste da noi




Tanto tuonò che piovve. Attese durante la giornata quasi come una finale di Europa League del Napoli, stasera sono finalmente andate in onda le prime due puntate di Gomorra 2. In poltrona dinanzi al televisore, con l'Hd di ordinanza, tutti pronti ad immergersi nel mondo fatto di mitra, pistole, rioni popolari, pezzi neomelodici d'antan e jeans con lavaggio denim. In ogni caso, niente di trascendentale: gli autori hanno sfruttato le prime due puntate per rimettere lo spettatore in pista dopo il finale della prima stagione. PRIMA PUNTATA - Si inizia con un Genny intubato, trasportato in barella dopo la sparatoria con Ciro, ma il primo episodio della nuova stagione è dedicato interamente all'Immortale. Oramai è pappa e ciccia con Salvatore Conte, a cui profila un progetto: dividersi le piazze di spaccio dei Savastano tra tanti capizona autonomi, con l'approvvigionamento curato in esclusiva da Conte e una cauzione d'anticipo per prendersi la zona scelta. Conte 'smocca' un po' dalla sigaretta elettronica, chiede che ci guadagna (quando in realtà è palesemente quello che ne esce meglio), poi si convince in 12 secondi e 8 decimi. Ciro è tutto contento, ma torna a casa e scopre che ha solo 60 mila euro nella valigia sotto al letto. Con tutto il rispetto di Ciro, non proprio il massimo per un camorrista. Senza mortificarlo troppo, bisogna apprezzare la sua buona volontà nel recuperare il resto dei soldi con una rapina ad un centro commerciale. Per farlo, usa un blindato usato come 'cavallo di Troia'. Tutto fila liscio come l'olio. I vigilantes non hanno voglia di fare gli eroi e sono arrendevoli quanto la difesa del Verona, nonostante i rapinatori agiscano a mano armata e si sa che vedere in faccia un rapinatore non è proprio il massimo della vita. Persino le telecamere del centro non sono collegate in remoto. Insomma una pacchia. Ciro ne uccide tre in scioltezza ed eccolo con la valigia piena di soldi per prendersi la piazza che preferisce. Però, c'è un però. La moglie di Ciro, che non ricordavo così avvenente, all'improvviso ha realizzato di essere sposata con un camorrista e non con un centralinista del radiotaxi e inizia ad avere paura. Tra l'altro, durante l'interrogatorio in commissariato sulla sparatoria finale dell'ultima stagione (ah a proposito, finalmente si vede un poliziotto, figura mitologica nella prima serie), le viene messo in testa il tarlo che forse è meglio cercare protezione tra le braccia dello Stato. Per farla breve, Debora (o Deborah?) è più nervosa del preciclo. Ciro cerca di ricucire lo strappo e la porta a cena. Prima che la situazione precipiti, c'è tempo per ammirare dei bei calici in stile Wine Italy e per sentirsi il sermoncello da 'C'era una volta in America' sul ragazzino che un tempo non poteva entrare in quel ristorante, ma ora ci entra. Debora(h) non vuole però sentire ragioni, è più tignosa di un gatto agganciato all'altezza del cavallo dei pantaloni. Insomma, per farla breve, i due continuano a litigare, Ciro si fa prendere la mano e la soffoca. Poi la brucia e piange. La prima puntata è tutta qui. Buon ritmo, ottima fotografia, qualche incongruenza, recitazione forse non all'altezza della prima serie. Giudizio tutto sommato positivo. Cenno a parte per la valigia leopardata di Chanel, sorella del compianto Zecchinetta e nuova capozona dell'alleanza Conte-Di Marzio. Mi è piaciuta molto, ci vuole personalità per mettere 400 mila euro in una valigia della Trudi. SECONDA PUNTATA - Il secondo episodio è più lento. In realtà è molto molto lento. Ambientato un anno dopo i fatti rappresentati nel primo episodio. Genny si è ripreso alla grande ed è diventato un broker internazionale di stupefacenti. Credo si guadagnino vagonate di soldi così, ma il nostro sogna sempre di tornare a capo del clan. Lo sogna anche il padre che nel frattempo è espatriato a Colonia per paura di morire ucciso da un gruppo criminale che annovera personaggi con valigie leopardate. Convoca il figlio in Germania e gli fa conoscere un calabrese (con accento vagamente siculo) da cui deve acquistare una partita di armi in cambio di diamanti. I preziosi li porta proprio Genny che è passato a prenderli a Napoli, dopo essersi portato a letto la figlia di un suo cliente con una facilità che nemmeno le inglesi ubriache a Mykonos. Il ragazzo è cresciuto, ora è un furbastro e scopre tramite i suoi amici calabresi che sul nuovo compare del genitore c'è una sentenza di morte. Lo dice al padre che non lo sta però a sentire. Anzi, nel frattempo è diventato molto cattivo nei suoi confronti. Un tempo gli comprava una moto al giorno, ora non vuole neanche cucinargli qualcosa di diverso degli spaghetti al pomodoro. Don Pietro, oltre che integralista della dieta mediterranea, è diventato anche più cardiopatico di Julian Ross. Prende ogni mattina un cocktail di medicinali ma questo non lo salva da un coccolone mentre corre  via con il figlio dai poliziotti tedeschi (totalmente incapaci, sono passati i tempi di Derrick), dopo l'uccisione del calabrese su cui effettivamente pendeva una sentenza di morte. Genny lo salva, lo porta in un capannone del porto e gli accende anche un fuocherello stile boy scout (il legno è inspiegabilmente secco e pronto ad ardere nonostante stia in un porto fluviale in Germania dove l'umidità è a livelli epici). Il padre non è riconoscente e dice che deve tornare a Napoli e riprendersi tutto. Il capo è lui, per il figlio c'è tempo. Genny non ne è felice e sfoga su un clacson, manco fosse bloccato da un'auto in seconda fila. Come dite? La parte in cui Genny è in Honduras? No quella non è esistita, me la sono immaginata. © Riproduzione riservata