Venerdi 18 agosto 2017 03:26
Diario Partenopeo

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L’ironia dei napoletani colpì anche Hitler




I napoletani – si sa - hanno una capacità incredibile di ironizzare su qualsiasi cosa. Quanto più è drammatica la situazione, più essi trovano una frase, una parola da buttar lì per far ridere tutti o magari per evidenziare la fallacia o l’idiozia di un comportamento. Sono i campioni del sarcasmo critico, dell’analisi lucida sintetizzata in uno sberleffo. A dimostrarlo un simpatico aneddoto di Corrado Ocone, pubblicato su La Lettura del Corriere della Sera, e intitolato “Ci aiuterà (forse) una risata – L’importanza dell’ironia: da Socrate ai napoletani”.

Si legge: «Il padre di un mio amico raccontava che durante la visita di Hitler a Napoli nel 1938 un folto pubblico fu schierato lungo via Caracciolo, in attesa del suo passaggio su una macchina scoperta. Quando il Fuhrer passò in piedi nella macchina e tese il braccio nel saluto nazista, una voce dal pubblico non identificata ruppe il silenzio della cerimonia dicendo: Sta verenn’ si for’ chiove (sta controllando se fuori piove). In quel momento suo padre capì che il totalitarismo non avrebbe mai potuto conquistare l’animo dei napoletani. E probabilmente proprio per quel senso innato dell’ironia, quella capacità di non prendersi troppo sul serio».

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