Mercoledi 20 settembre 2017 13:10
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Quando la funivia di Posillipo collegava Fuorigrotta con via Manzoni
La storia della funivia di Posillipo che permetteva di viaggiare tra via Manzoni e Fuorigrotta in soli sei minuti.




Il simbolo dello sviluppo di Napoli nel Novecento è il quartiere di Fuorigrotta. Più di qualsiasi altro luogo ha cambiato la propria connotazione, trasformandosi repentinamente. Un'area di grandi progetti, luoghi ampi e ripensamenti. Tante strutture sono state realizzate e poi - nel corso degli anni - abbandonate, lasciando una traccia sul territorio. Una di queste è la funivia di Posillipo. Ancora oggi, lungo viale Kennedy, è possibile scorgere la stazione bassa, occupata da un negozio di fiorista. Anche i piloni che sostenevano le linea aerea sono ancora al loro posto, immersi tra i palazzi nel cuore del rione Cavalleggeri.

La funivia in funzione negli anni cinquanta

La nascita della funivia

La funivia fu costruita negli anni trenta, contestualmente alla Mostra d'Oltremare, per collegare la ricca e raffinata Posillipo con la nuova area espositiva. Doveva rappresentare il fiore all'occhiello, il nuovo simbolo di evoluzione e modernità del fascismo. La linea fu progettata da Giulio De Luca e costruita dalla ditta Ceretti e Tanfani di Milano. Era lunga circa 1629 metri di cui 945 in risalita per un dislivello di 104 metri con tre piloni di sostegno siti nella vallata flegrea. La stazione inferiore fu costruita lungo la strada statale Domiziana (oggi viale Kennedy) mentre la stazione superiore venne realizzata in via Manzoni a 400 metri dal Ponte della Vittoria che conduce al Parco Virgiliano. L'impianto era dotato dei più moderni mezzi atti ad assicurare la regolarità del servizio e il confort dei viaggiatori, con freni a mano, elettromagnetici e apparecchi automatici di sicurezza che impedivano gli eccessi di velocità. Il viaggio di prova si tenne il 2 maggio 1940 quando il commissario dell'ente Mostra, Vincenzo Tecchio, compì due volte il percorso per testare il servizio. Una settimana dopo, il 9 maggio, la funivia fu inaugurata e aperta al pubblico. L'orario era dalle 10:00 alle 24:00, con corse ogni 20 minuti. Il viaggio durava circa 6 minuti. Il prezzo del biglietto era di 3 lire, andata e ritorno 5 lire, bambini 1,5 lire per l'andata e 2,5 lire per andata e ritorno.

La vettura della funivia mentre sorvola l'area attualmente occupata dalla stazione Fs di Napoli Cavalleggeri Aosta

Una storia lunga 22 anni

L'esercizio durò un solo mese. Ai primi di giugno Tecchio dispose la chiusura della Triennale d'Oltremare. L'entrata in guerra dell'Italia non permetteva di tenere aperta la funivia. L'area di Fuorigrotta fu bombardata a più riprese dalle forze alleate. Gli ordigni avrebbero potuto colpire la linea aerea, provocando una strage. Le vicissitudini della Seconda Guerra Mondiale portarono poi l'Italia a tradire l'alleanza con la Germania ed i tedeschi, in una rappresaglia del 1943, distrussero quasi completamente la funivia. Dopo la fine della guerra, la struttura restò chiusa fino al 1950, quando iniziarono i lavori di ristrutturazione. Dopo due anni le vetture ricominciarono ad attraversare l'etere tra via Manzoni e Fuorigrotta. Il rione Flegreo, però, stava cambiando volto a causa della speculazione edilizia che lo portò - nel giro di pochi anni - a diventare una città nella città. Il crescente traffico veicolare, lo sviluppo dell'Italsider e l'eccessiva vicinanza degli edifici alla linea portarono alla chiusura della funivia. L'esercizio fu sospeso il 2 febbraio 1961. La stazione superiore fu poi affittata ad un imprenditore, che la trasformò in un ristorante, poi fallito negli anni novanta. Quella inferiore è diventata un vivaio. Ma, nel vano alle spalle, si scorge ancora la vettura posizionata al suo posto. In attesa di ripartire.

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