Giovedi 27 aprile 2017 05:13
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Elivie, quando ci si alzava in volo dal Porto di Napoli
Dal 1960 al 1970 fu attivo un collegamento aereo diretto tra il Porto di Napoli, Ischia e Sorrento espletato dagli elicotteri della Elivie che si alzavano in volo dalla Stazione Marittima




Alla fine degli anni cinquanta, con l'Italia che si avviava verso il boom economico, i flussi turistici iniziarono ad intensificarsi. Le isole del golfo di Napoli divennero meta ambita, mettendo d'accordo le classi elitarie e la nuova borghesia che si stava stratificando nella società italiana. All'epoca non esistevano collegamenti veloci da Napoli in direzione di Capri e Ischia. I vaporetti erano poco più che grossi barconi, lenti e scomodi. Per questa ragione si decise di istituire un collegamento in elicottero che collegasse il capoluogo con le perle del golfo. In tal modo si cercava di garantire un servizio veloce alle classi abbienti che volevano raggiungere le isole in maniera confortevole.

Uno degli elicotteri in servizio tra Napoli, Sorrento e le Isole

Gli inizi

Il servizio iniziò nell'estate del 1959. Il 20 luglio, i primi Agusta Bell 47J della Elivie, iniziarono i collegamenti tra l’aeroporto di Napoli Capodichino, Sorrento e le isole di Capri e Ischia. La possibilità di raggiungere le isole e la Penisola sorrentina in elicottero, però, era data solo a chi arrivava in aereo in città. I napoletani e i turisti che raggiungevano Napoli in treno erano di fatto tagliati fuori. Si decise così di costruire un eliporto all'interno del Porto di Napoli. La struttura, sopraelevata rispetto alla sede stradale, fu realizzata in pochi mesi dinanzi la Stazione Marittima, di fronte piazza Municipio. Il servizio, per dieci anni, si rivelò un vero successo, specie nei mesi estivi, con gli elicotteri che si alzavano in volo più volte al giorno dalla piattaforma nel porto per raggiungere le isole e Sorrento.

Le tariffe dei collegamenti negli anni Sessanta

I progetti di espansione

Nel 1967 Elivie iniziò a pensare ad una ridefinizione del servizio, attraverso l'acquisto di nuovi elicotteri - dei Sikorski S.61N - più capienti, che permettessero di aumentare il nuovo dei passeggeri da trasportare. L'eliporto Mti del Porto di Napoli, però, appariva sottodimensionato per garantire il servizio di elicotteri di quel tipo. Si iniziò a pensare addirittura ad una seconda piattaforma, completamente sul mare, che permettesse di espletare i collegamenti in tutta sicurezza. L'anno successivo Elivie passò sotto la gestione della compagnia sussidiaria dell’Alitalia, la Ati – Aero Trasporti Italiani. La società aveva in mente di espandere il servizio a tutti i periodi dell'anno, abbandonando la dimensione stagionale.

Partenza di un volo Elivie dall'eliporto di Lacco Ameno (Isola d'Ischia)

Il ritiro dell'Iri e gli incidenti

Attraverso l'acquisto di due moderni AB 206A e due grandi Sikorsky S.61N da ben 26 posti, il risultato dell’estate del 1968 andò ben oltre le aspettative, con un totale di 34.821 passeggeri trasportati in tutta la rete di compagnia. Ma proprio quando il servizio sembrava destinato a diventare regolare sulle tratte del golfo di Napoli, l'Iri decise - nel 1969 - di ritirarsi dalla gestione di Elivie, trasferendo i propri oneri all'Alitalia, attraverso la controllata Ati. Ad aggravare la situazione contribuirono alcuni incidenti. Ai primi di settembre un AB 47J (l’esemplare I-ETRE) ebbe un incidente in atterraggio a Napoli: non ci furono vittime ma l'elicottero riportò danni tali da doverlo dichiarare perduto. Andò peggio il 14 febbraio 1970 quando un altro AB 204B (l’esemplare I-EVCA) precipitò nel mare Adriatico al largo di Pescara, provocando nove vittime, durante un volo da Napoli ad una piattaforma offshore per conto dell’Agip.

Un elicottero della Elivie in volo

Il declino

Tali incidenti compromettono il servizio nella successiva stagione estiva. Gli AB 204B restarono negli hangar per accertamenti tecnici. I collegamenti furono espletati esclusivamente con gli AB 206 e gli S 61N. Tale utilizzo della flotta prevedeva però costi di esercizio proibitivi rispetto ai ben più economici AB 204. La ridefinizione del servizio, inoltre, provocò una contrazione del numero di passeggeri, Si innescò così una spirale di aumento dei costi e diminuzione dei ricavi, complice il costo del carburante che iniziò a lievitare. Dinanzi alle perdite, il 30 giugno del 1971, l’Alitalia decise la sospensione del servizio e la cessazione di ogni attività da parte della Elivie, che venne messa poco dopo in liquidazione. L'eliporto Mti di Napoli rimase lì per anni, al suo posto, prima di essere abbattuto alla fine degli anni Settanta.

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