Diario Partenopeo

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I 72 dimenticati di piazza San Gaetano, una vecchia storia di Napoli




La Seconda guerra mondiale fu una vera iattura per la città di Napoli. I bombardamenti, prima degli Alleati e poi dei tedeschi, distrussero e provocarono morte. In Italia, nessuna città ne subì più del capoluogo partenopeo. Tra il 1940 e il 1944, i raid aerei furono circa 200 tra bombardamenti e ricognizioni. Le morti - quasi tutte civili - provocate dai bombardamenti furono un'infinità, più di 25.000. I napoletani erano terrorizzati dalle esplosioni e, quando suonavano le sirene antiaeree, correvano confusamente verso i rifugi, nella speranza di salvare la pelle. Così accadde il 20 febbraio del 1943. Erano circa le 17 quando scattò l'allarme.

Non era ancora venuta la notte quando le vie del centro storico e delle periferie si popolarono di gente urlante, impaurita e stanca. In piazza San Gaetano, centinaia di donne, anziani, bambini, si accalcarono nello stretto budello di che portava al rifugio San Lorenzo. Il terrore determinò un massacro. Morirono in 72, calpestati dai loro stessi amici e parenti. Il panico, quel giorno, mieté vittime tanto quanto le bombe. La storia, dimenticata, è stata riportata alla luce da Gennaro Morgese. Quei morti li hanno battezzati "i 72 dimenticati di piazza San Gaetano".

La loro memoria, ora, sarà ricordata come merita. Ogni 20 febbraio, alle 17, in loro onore, una sirena di allarme (custodita oggi dall'associazione Napoli Sotterranea) torna a far sentire il suo lacerante grido. Poi, con le note di una tromba si intona il silenzio. Una manifestazione popolare per ricordare quei figli di Napoli che persero la vita in modo assurdo, poco prima del tramonto, un giorno di febbraio del 1943.

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