Mercoledi 22 novembre 2017 13:48
Diario Partenopeo

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La fontana fantasma di piazzale Tecchio, c’è ma non si vede
In pochi lo sanno ma al centro di piazzale Tecchio c'è una fontana dei cui zampilli però nessuno ha memoria, così come nessuno ricorda in funzione le torri che dominano lo spiazzo




Centinaia di studenti ci sfilano dinanzi durante la settimana. Poi, quando gioca il Napoli, ci passano a fianco migliaia di tifosi. Nessuno ci fa caso. Eppure, nel bel mezzo di piazzale Tecchio, c'è una fontana. Realizzata per i mondiali di Italia '90 muore nel degrado, così come le tre torri che da 27 anni dominano la parte dello spiazzo dal lato della mostra d'Oltremare. La gradonata di mattoni al centro della piazza, a due passi dall'ingresso del Sert, avrebbe dovuto sprizzare acqua tutto il dì. Eppure nessuno ha memoria della fontana in funzione. Secondo il progetto la gradonata, «scendendo ripidamente a ovest in piani inclinati variamente orientati e lavorati in filari in aggetto di mattoni», avrebbe dovuto costituire «una fontana la cui acqua, incanalandosi fra le pieghe della piazza, si sarebbe “frantumata” in molteplici rivoli, azionati da celle fotovoltaiche», avrebbe acuito «il suono della cascata».

Anche la situazione delle torri, in realtà, non è delle migliori. La “Torre del Tempo e dei Fluidi”, che avrebbe dovuto funzionare come meridiana con un meccanismo sonoro azionato dal vento, fu montata storta e non ha mai indicato l'ora del giorno. Oggi appare come un insieme di legno in malora, corroso dagli agenti atmosferici. La vela schermo, montata a metà della torre, non ha mai riflesso i raggi laser emessi dalla “Torre della Memoria” che ora non è altro che un cilindro di cemento armato nel mezzo della piazza. Eppure doveva essere  un grande periscopio attraverso cui potere osservare il mare e la città storica. Non ha avuto destino migliore la “Torre dell’Informazione”.  Il gigante di alluminio all'imbocco di via Claudio non ha praticamente mai funzionato. Il grande video-wall, collegato da fibre ottiche alla radio ed agli altri monitor sulla piazza, è stato acceso solo per alcuni giorni nel 1990. Ora è un rottame ma è ancora lì, come il tamburo con scritte rotanti e le antenne paraboliche. È andata peggio alla centralina che, dopo un incendio, è un insieme informe di lamiere bruciate. Proprio di fronte la fontana.

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