Venerdi 22 settembre 2017 22:34
Diario Partenopeo

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Insigne l’antipatico e l’ipocrisia veronese




Verona-Napoli è una partita che storicamente non si limita mai a quello che avviene sul campo da gioco. A scrivere l'ultimo capitolo di una rivalità ormai trentennale è il quotidiano scaligero L'Arena, che con un attacco frontale e diretto all'attaccante azzurro Lorenzo Insigne ha generato una polemica di cui, francamente, avremmo fatto volentieri a meno. O forse no? «Le offese al giocatore e alla mamma vanno condannate, anche in uno stadio di calcio ma Insigne non fa niente per essere simpatico», scrive il giornale veronese. Ecco finalmente spiegato tutto! Nello spazio di una sola riga L'Arena è riuscito a fare chiarezza sulla faccenda. Per anni si è scritto, e ci si è interrogati, sull'odio che corre tra le due tifoserie, su una rivalità che qualcuno ha avuto il coraggio di considerare addirittura come fenomeno extra-calcistico, tirando in ballo assurde dinamiche socio-culturali. Invece era così semplice, la chiave di lettura era sotto i nostri occhi: le volgarità e gli insulti che il pubblico gialloblu ha messo in scena ieri sono dettate dalla poca simpatia nutrita nei confronti del numero 24 azzurro! Se lo scrive una testata giornalistica importante e accreditata come L'Arena deve essere così per forza. Alla luce di queste considerazioni va quindi catalogato come atto di semplice antipatia personale, e non di altro, lo striscione che nel 1983 i tifosi del Verona dedicarono a Dirceu, passato proprio quell'estate dal Verona all'azzurro. «Ora non sei più straniero, Napoli ti ha accolto nel continente nero» il messaggio con cui il Bentegodi volle esprimere il proprio scarso apprezzamento umano nei confronti del centrocampista brasiliano. Stesso discorso per quei colleghi giornalisti che, nel maggio del 2007, durante Verona-Napoli 1-3, vennero investiti da una pioggia di sputi e insulti di ogni tipo dai tifosi presenti in tribuna. Non si può fare a meno di pensare che anche loro, in quell'occasione, non fecero nulla di particolarmente eclatante per essere simpatici. Piuttosto antipatici dovettero poi risultare anche quei tre tifosi meridionali che, nel settembre 2014, riconosciuti per via del loro accento, vennero pestati e derubati dei biglietti. Oppure quel sostenitore napoletano che, durante Verona-Napoli del gennaio 2014 terminato con la vittoria per 3-0 degli azzurri, osò addirittura alzarsi in piedi al gol del vantaggio partenopeo. Non era simpatico, certamente, ma almeno aveva una gran corsa, e riuscì a sottrarsi al linciaggio fuggendo via senza voltarsi indietro. Anche i cori sul Vesuvio, e gli striscioni che con una certa sicumera mettono in dubbio l'igiene personale del popolo partenopeo, non possiamo di certo ricondurli a pratiche razziste o di discriminazione territoriale, ma devono per forza essere rivolte all'antipaticone di turno. Per forza. Altrimenti l'articolo de L'Arena risulterebbe solo un ricettacolo di ipocrisia. E da una testata giornalistica importante e accreditata ci si aspetta che faccia informazione. Prendiamo quindi per vero tutto quanto riportato dallo storico quotidiano scaligero. Un solo dubbio ci rimane, e ci frulla nella testa da questa mattina: per risultare antipatici, o poco simpatici che dir si voglia, occorrono determinati requisiti o è sufficiente forse la sola provenienza geografica? © Riproduzione riservata