Giovedi 21 settembre 2017 19:33
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1992. Napoli prese Tangentopoli con filosofia e ne fece un gioco da tavolo




Il pezzo forte di questa stagione televisiva è senza dubbio 1992, la serie televisiva dedicata a Tangentopoli prodotta da Sky. Le prime puntate sono andate ieri in onda sull'emittente satellitare, monopolizzando l'attenzione dei telespettatori. Tanti commenti sul web riguardo la serie, diretta da Giuseppe Gagliardi e nata da un'idea di Stefano Accorsi. I più giovani hanno potuto vivere da spettatori l'anno che ha cambiato la storia italiana, gli adulti sono tornati all'epoca della transizione dalla prima alla seconda repubblica, scandita dalle indagini del pool di "Mani pulite". Anche Napoli fu scossa dal terremoto di Tangentopoli, nel 1992. L'effetto domino delle indagini della Procura di Milano portò a scoperchiare anche il malaffare che vedeva coinvolta la politica napoletana.

Tangenti, voto di scambio e concussione erano di casa anche in Campania dove i partiti di governo, a tutti i livelli, durante gli anni ottanta avevano gestito la cosa pubblica come peggio non si poteva. Ma i napoletani, nonostante il drammatico sottobosco di illegalità che veniva fuori col passare dei mesi, trovarono comunque il modo di prenderla a ridere. Nacque così "Tangentopoli, la lunga corsa della corruzione", il gioco da tavolo dedicato alla maxi inchiesta, inventato da due giornalisti campani, Maurizio Landi e Mimmo Cordopatri. Citato una scena della serie televisiva, il gioco aveva un percorso era costellato di eventi a sorpresa, dalle raccomandazioni alle sentenze dei tribunali, passando per i blitz di carabinieri e le inchieste di Di Pietro. Si procedeva con carte pescate a caso e tiri di dadi. I nomi dei partiti erano quelli veri. Inventati, invece, erano i nomi imprenditori, chiamati ad esempio Mario Faccendieri Srl, Ugo Tangis Spa, Marco Concussi Sas e Giampiero La Busta Snc. Nel tabellone c'erano 160 caselle, due dadi e mazzette non solo per appalti ma anche per comprare voti: il politico vinceva con 10 mila voti e la rielezione, l'imprenditore quando usciva dal carcere per raccomandazione. L'idea piacque e il 30 luglio 1992 fu organizzato "Il Tangent Day".

Il Corriere della Sera titolò "Il torneo di Tangentopoli al Gambrinus di Napoli", con il gioco da tavolo grande protagonista e premi per i giocatori più abili. Il gioco di Tangentopoli finì anche in tribunale, quando un'azienda di Milano chiese l'uso esclusivo della parola "tangentopoli" per un gioco da tavolo, chiedendo ai giudici di vietare l'uso del termine per la versione "napoletana" del gioco. La differenza tra i due giochi constava anche nelle regole: la versione partenopea era simile al "Monopoli" mentre a Milano avevano pensato ad un modello ludico simile al "Gioco dell'Oca". Non resta che seguire il resto della serie per vedere se Leonardo Notte e Veronica Castello faranno una partita al gioco di Tangentopoli. Nel 1992, quando i napoletani ancora una volta diedero prova della propria goliardia.

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