Martedi 12 dicembre 2017 22:38
Diario Partenopeo

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Intervista alle Isole Minori Settime: «La musica è un grande divertimento preso sul serio»




Tre cantautori con tre musicisti, insieme per giocare con la musica. Le Isole Minori Settime, band esordiente del panorama musicale napoletano, nascono dai progetti di Enzo Colursi, Alessandro Freschi e Lorenzo Campese, giovani cantautori con una precedente esperienza solista. Dopo il singolo "Non cambiare traccia", diretto dallo stesso Alessandro Freschi nel 2015, brano che ha accompagnato l’attesa dei passeggeri delle metropolitane di Napoli e provincia attraverso le televisioni di Metronapoli, arrivando a essere recensito anche da RaiTre per la rubrica Music & The City, tornano con un brano divertente e orecchiabile, "Goffredo",  che racconta la loro storia, di «gruppo non gruppo che costruisce cose, inventa personaggi, gli dà vita e poi prova a conoscerli, nei loro gesti e in quello che c’è dietro.»

Chi sono le Isole Minori Settime? Da dove nasce il nome della band?

«Isole Minori Settime è come un contenitore non molto capiente, come un cassetto piccolo in cui vanno a finire i foglietti con i numeri di telefono che non chiameremo mai, le chiavi delle serrature vecchie, le cento lire. Ecco, in questo contenitore, in questa scatolina, ci sono storie, altrettanto piccole, ugualmente dimenticate. Noi, e cioè Lorenzo Campese, Enzo Colursi e Alessandro Freschi, con l'aiuto di Alessandro Bellomo, Alberto Savarese e Marco Maiolino, non facciamo altro che aprire il piccolo contenitore. Da qui il nome della band "Isole Minori", cioè piccoline, ma non per questo brutte, con l'aggiunta del "Settime", dato che di accordi di minori settima è piena la musica leggera italiana.»

Tra voi ci sono tre cantautori. Come si coordina il lavoro?  

«E' una lunga battaglia, quella di parlare e far parlare dell'attività creativa come di un lavoro, ed è giusto, perché serve tempo e fatica. Ma noi, che non si sappia in giro, non lavoriamo. E' un divertimento, un grande divertimento preso sul serio, e non c'è bisogno di coordinazione, solo di buona predisposizione.»


Ma soprattutto, secondo voi, che musica fanno le IMS?

«Le IMS fanno la musica che serve, di volta in volta: l'obiettivo è costruire e alimentare l'empatia del pubblico con le nostre storie, e ogni storia ha bisogno del giusto scenario, dei giusti colori. La domanda sul genere resta sempre e comunque di difficile risposta, per ora ci teniamo lontani dal metal, almeno finchè una piccola storia arrabbiata non ci domandi il contrario.»


Raccontateci un po' di Goffredo, protagonista del nuovo singolo, e del lavoro per il videoclip. 

«Goffredo è un personaggio invisibile ai più, timido, imbarazzato, e molto goffo (da qui il nome di battesimo), ma è anche ognuno di noi, quando ci sembra di essere le persone sbagliate nel posto sbagliato e con mezz'ora di ritardo. Il videoclip, come la canzone, rende protagonista una comparsa, evidenzia e distingue un invisibile. Cogliamo l'occasione per sottolineare che anche per il video (realizzato da Frec Films, cioè Alessandro Freschi, una delle tre voci) non si può propriamente parlare di lavoro quanto di "gioco", altrimenti non si spiegherebbero tutti quei colori.»

Quali sono i prossimi progetti? Quando potremo ascoltarvi in un vero e proprio album? 

«Pubblicheremo a breve un EP live, intanto procedono le registrazioni del nostro primo album, previsto per l'autunno. Intanto ascoltateci live, se più vi piace: 31 Marzo al teatro Il Primo, 1° Aprile all' House Concert Vajù (Pozzuoli), 8 Aprile allo U-Turn, 12 Aprile al teatro Palcoscenico con Delirio Creativo e tante altre date in continuo aggiornamento!»
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