Sabato 23 settembre 2017 07:41
Diario Partenopeo

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Quando Napoli ospitó l’ultimo Dio del Giappone, la visita del principe ereditario Hirohito




Com'è vero che Napoli ha sempre affascinato per la sua storia, tradizione e per i suoi colori. Nessuno è rimasto indifferente alla città nata con l'arrivo all'isolotto di Megaride della sirena Partenope. Chiunque ne è rimasto ammaliato dalla sua bellezza portandola con sè nel nel cuore e chi, invece, non l'ha mai vista, l'ha sempre immaginata e desiderata, così come fu per l'allora Sua Altezza imperiale il principe ereditario Hirohito e successivamente Imperatore del Giappone fino al 1989.

Era il 17 luglio del 1921 quando Hirohito decise di fare tappa a Napoli di ritorno da un viaggio, durato 6 mesi, in giro per l'Europa. La visita del principe fu un fuori programma, quel tanto che bastò da apprezzare, come da allora è stato raccontato e tramandato in Giappone, la cultura napoletana e il suo popolo.


Quando il principe Hirohito ispezionò il dirigibile ′Norge′ a Napoli

Dopo aver avuto un’udienza con il Re d'Italia e incontrato il papa, il principe ventenne, in uniforme di ufficiale della marina imperiale, scelse Napoli per visitarla: la tappa, come raccontato, fu una delle più entusiasmanti per le numerose rappresentanze orientali che accompagnarono il futuro Tennō (Imperatore) e discendente diretto della dea del sole Amaterasu. I napoletani, eccitati dall'idea di ospitare una futura divinità, non esitarono a ricambiare con grande entusiasmo una visita così importante (da sottolineare che sarà proprio Hirohito, il 15 agosto del 1945, a sfatare il tabú del dio vivente quando in un drammatico intervento radiofonico si rivolse ai sudditi comunicando la resa incodizionata alle forze alleate e rivelando, di fatto, la sua natura umana).

L'amministrazione cittadina, guidata all'epoca dal sindaco Alberto Geremicca, aveva disposto le misure opportune affinchè la città mostrasse il suo aspetto migliore e tutto funzionò alla perfezione, tanto che ogni volta, come testimoniato, che Hirohito rivedeva le foto scattate a Napoli sprofondava in una piacevole nostalgia. Il futuro imperatore aveva ricevuto il saluto di Napoli percorrendo in una carrozza scoperta e tra ali di folla plaudente, corso Umberto I, via Depretis e piazza Municipio.

La visita ad Ercolano e Pompei e il rimpianto di non esser entrato nella Grotta Azzurra

Dopo Napoli, il principe imperiale volle recarsi ad Ercolano e a Pompei prima di trasferirsi nell'isola azzurra del golfo: Capri. Ma sul tragitto per la città antica all'ombra del Vesuvio, Hirohito, insieme al fratello Takamatsu Nomya visitarono la reale scuola d'arte Maria Principessa di Piemonte a Torre del Greco, essendo quest'ultimo amante dei coralli e dei cammei.

Una volta a Capri l'unico rammarico del futuro Tennō fu quello di non essere entrato nella Grotta Azzurra a causa delle avverse condizioni del mare nonostante la stagione.

Da allora i rapporti tra Napoli e il Giappone furono sempre un crescendo caratterizzato da stima e rispetto reciproco. Basti pensare al gemellaggio tra la città partenopea e Kagoshima nel 1960 e a tutte le iniziative culturali messe in campo nel paese del Sol Levante dove si spingono gli studenti a scambi culturali con la storia e la tradizione napoletana, più di ogni altra italiana. Ma non solo, anche nelle guide giapponesi sull’Italia le bellezze partenopee occupano sempre un posto di rilievo.

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