Domenica 20 agosto 2017 21:14

Diretta del Referendum costituzionale del 4 dicembre




Ore 7,00 - Aperti i seggi. Si vota per confermare o meno la riforma costituzionale in materia di "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione". Il corpo elettorale, ripartito nei 7.998 Comuni e nelle 61.551 sezioni elettorali del territorio nazionale, è pari a 46.714.950 elettori, di cui 22.465.280 uomini e 24.249.670 donne. Lo scrutinio dei voti inizierà nella stessa giornata di oggi, subito dopo la chiusura delle votazioni alle ore 23.

Ore 9,00 - Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha votato alla scuola Quarati del quartiere Vomero. Il primo cittadino non ha rilasciato dichiarazioni né prima né dopo il voto, limitandosi ad una stretta di mano con il presidente di seggio.

Ore 10.20 - Anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha concluso le operazioni di voto.

Ore 11,00 - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, accompagnato dalla moglie Agnese e dai figli, è arrivato alla scuola De Amicis di Pontassieve. Hanno già votato, nei rispettivi seggi, il sindaco di Roma Virginia Raggi e l'ex premier Silvio Berlusconi, entrambi schierati per il No. Anche il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha votato a Laterina. È arrivata a piedi, insieme al fratello e sua moglie e con la nipotina

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12,00 - A mezzogiorno risultano aver votato anche il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, il pentastellato Di Battista e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Il ministero dell'Interno comunica che, fino alle ore 12, si sono recati alle urne circa il 19% degli aventi diritto. Il presidente della Giunta regionale campana, Vincenzo De Luca, ha votato stamane, intorno alle 11.40, accompagnato dai figli Piero e Roberto, al seggio 24, nella sezione elettorale "Liceo Da Procida" di Salerno, in via Laspro.

12,30 - Il leader leghista Matteo Salvini riferisce di matite cancellabili ai seggi. Anche il cantante Piero Pelù ha denunciato un problema simile. in diversi seggi a Roma. Alcuni cittadini denunciano che i segni lasciati dalle matite consegnate agli elettori per votare al referendum costItuzionale non sono indelebili: «La croce si cancella con una normale gomma». Riferisce Il Messaggero che I casi sono stati riscontrati al momento in quattro seggi: ad Acilia, nel seggio di via Telemaco Signorini, in via dei Torriani, nel quartiere La Pisana, in via Giuseppe Salvioli, zona Don Bosco e a Largo Ravizza. Ma c'è chi sostiene che le matite sarebbero delebili su normale carta, ma indelebili sulle schede di voto.

13,30 - "Nessuno ha i numeri in tasca anche perché il voto non è trasferibile nel senso che oggi non si vota per Franco Alfieri". Così il sindaco di Agropoli (Salerno), finito nell'occhio del ciclone in seguito alla divulgazione di una registrazione di una riunione con il governatore Vincenzo De Luca e con oltre 300 amministratori locali, nel corso della quale il presidente della Giunta lo invitò a convincere le persone a votare per il sì al referendum anche in cambio di "fritture di pesce" ma affinché portasse "almeno 4mila voti". ''Si tratta - ha detto Alfieri mentre andava a votare - di stupidaggini, di battute. Immediatamente ho avvertito che quelle frasi potevano essere travisate, cosa che è accaduta; c'è stato un 'buonpensante' venuto di proposito per registrare". "A questa città le vicende mediatiche, le pagliacciate fatte dai parlamentari nazionali che sono venuti a buttare i pesci a mare non hanno fatto bene. É stata mortificata una comunità che ha scelto il suo sindaco con il 90% dei voti''. (Ansa)

14,30 - “Sollecitati da decine di cittadini siamo andati nel seggio 6, all’istituto Palizzi, per verificare se davvero il voto espresso con le matite fornite possa essere cancellato e, effettivamente, abbiamo constatato che ci sono state diverse denunce del genere e le proteste e una segnalazione, quella della signora A.A., è stata anche verbalizzate dal presidente di seggio, come abbiamo controllato”. A denunciarlo a Napoli è il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “così come chiesto da tanti cittadini, non si capisce perché si continuino a fornire le matite per il voto invece di usare strumenti non cancellabili così facilmente”.

15,00 - Continuano le segnalazioni di matite non indelebili dai seggi di tutta Italia. La Digos di Catania sta verificando la veridicità di diverse segnalazioni su matite copiative non in regola perché cancellabili distribuite nei seggi dove oggi si vota per il referendum costituzionale. Dall'ufficio elettorale della prefettura di Catania e da quello di Agrigento invitano a "evitare inutili allarmismi" e ricordano che "chiunque può assistere allo scrutinio subito dopo la chiusura dei seggi". Proteste degli elettori in diversi seggi anche a Vibo Valentia. Riferisce l'Huffington Post che ad Isernia una matita identica a quelle copiative regolamentari usate per le votazioni ma più sottile. Così un'insegnante, insospettita, ha provato a cancellare il segno apposto sulla scheda referendaria nell'urna e si è accorta che il segno non era indelebile, segnalando il caso alla sicurezza sul posto. È intervenuta anche la Digos. Le matite, si è appreso, sono state sequestrate e sostituite con matite copiative.

19,30 - Arrivano al Viminale i dati riguardanti l'affluenza entro le ore 19 per il referendum costituzionale del 4 dicembre. Alla seconda rilevazione (quella delle 12 si era conclusa col l'affluenza al 20%) gli aventi diritto al voto che sono entrati in cabina sono il 57,27%. Superato, dunque, il 34,05% dell'ultimo referendum costituzionale del 2001. Tra le grandi città, è Firenze a classificarsi al primo posto nella graduatoria dell'afflusso alle urne alle 19. Nel capoluogo toscano, roccaforte del premier Renzi, hanno votato il 67,27 percento degli aventi diritto. Al secondo posto c'è Bologna, con il 65,36%. Superiore al 60% l'afflusso a Milano e Genova mentre Torino si ferma al 57,35%. Roma è poco meno sotto il dato nazionale con il 55,86%. Male Napoli, molto distante dalla media, con il 42,92%.

23,00 - Seggi chiusi, si procede allo scrutinio delle schede. Affluenza molto alta, oltre il 68%.

23,30 - I primi exit poll: In base al terzo exit poll, elaborato ponderando anche i primi dati dello spoglio, di Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai sul referendum il Sì è al 39-43% ed il No al 57-61%. In base al secondo exit poll di Emg per La7 sul referendum il Sì è a quota 41-45%, il No a 55-59%, confermando il dato del primo exit poll. In base al terzo exit poll Tecné per Mediaset sul referendum, il Sì è al 40-44%%, il No è al 56-60%.

23,40 - Arrivano le prime reazioni ai risultati degli exit poll. Per Salvini: "Se fossero confermati questi dati sarebbe una grande vittoria dei cittadini e Renzi dovrebbe dimettersi nei successivi due minuti per andare subito a elezioni politiche". Guerini: "Convocheremo la direzione del Partito democratico probabilmente già martedì per la valutazione dell'esito del voto e le indicazioni sulle iniziative politiche da assumere"."Renzi si deve dimettere. Questa è una grande vittoria della democrazia e se confermati i dati anche una grande vittoria del no": così Renato Brunetta in conferenza stampa commentando i primi exit poll. Fico raggiante, invita "Tutti gli amici del Movimento 5 Stelle della Campania, siamo ad aspettare i risultati definitivi del referendum a Napoli in via Port'alba 28. Vi aspettiamo tutti qui!".

00,00 - Gli scrutini delle prime sezioni seguono le previsioni degli exit poll. No avanti con un vantaggio consistente.

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00,05 - Renzi twitta e preannuncia la conferenza stampa

00,25 - Renzi annuncia le dimissioni: «Ho perso io, non il fronte del Sì. Lo dico con un nodo in gola. Ho fatto tutto quello che pensavo si potesse fare in questa fase. Non credo che si possa continuare col sistema attuale, ma credo nella democrazia. Quando abbiamo chiesto la fiducia abbiamo annunciato di modificare il Paese, non siamo stati convincenti ma andiamo via senza rimorsi. L'esperienza del mio governo finisce qui. Domani ringrazierò tutti, poi salirò al Quirinale per consegnare le mie dimissioni».