Mercoledi 13 dicembre 2017 02:50

Renzi si è dimesso, il saluto in una lettera: «I partiti si assumano le responsabilità»
La enews numero 456 di Matteo Renzi è dedicata ai saluti dopo le dimissioni dal presidente del Consiglio, l'oramai ex premier non risparmia alcune frecciatine.

07 dicembre 2016



«Come sapete gli oltre tredici milioni di voti raccolti sono stati insufficienti a farci vincere la grande sfida del referendum. E come molti di voi sanno ho reagito alla sconfitta con questo discorso». Inizia così la enews numero 456 di Matteo Renzi, la lettera che il premier ha scritto ai suoi sostenitori per ufficializzare le dimissioni da capo del governo. Le consultazioni del presidente della Repubblica sulla crisi di governo inizieranno domani alle 18 e finiranno sabato pomeriggio. «In queste ore molti mi attribuiscono parole, intenzioni, risentimenti, lacrime, rabbia. Voglia di mollare o voglia di rivincita, il tutto virgolettato, senza citare alcuna fonte come ormai va di moda. “Renzi ha deciso: un anno di sabbatico in America”, “Renzi ha cambiato idea: resta a Palazzo Chigi”. “Lascia il governo, ma non il partito. Lascia il partito, ma non il Governo. Lascia tutto, non lascia nulla, lascia o raddoppia”!». «Leggo i giornali  - prosegue - e mi domando cosa possa pensare un cittadino, ammesso che sia interessato. Poi inizio a leggere le migliaia di mail e sms che sto ricevendo e penso di essere un uomo fortunato se sono circondato da tanto affetto. E da persone che si prendono cura di te. Da parte mia sorrido e penso a finire bene il mio lavoro. Oggi per esempio abbiamo approvato la Legge di Bilancio 2017. Ed è una bella legge di Bilancio».

Cosa accadrà?

«Stasera alle 19 formalizzo le mie dimissioni - spiega Renzi -. Il Presidente della Repubblica farà le consultazioni. Toccherà ai gruppi parlamentari decidere che cosa fare. Vorranno andare subito a elezioni? Nel caso si dovrà attendere la Sentenza della Consulta di martedì 24 gennaio e poi votare con le attuali leggi elettorali, come modificate dalla Corte. Dico leggi elettorali perché come è noto non siamo riusciti ad abrogare il “bicameralismo paritario” che dunque vedrà continuare a eleggere due rami del parlamento con elettorati diversi e leggi elettorali diverse, sperando che non arrivino due maggioranze diverse. Ma questa è una delle conseguenze del bicameralismo, ahimè
Se i gruppi parlamentari vorranno invece andare avanti con questa legislatura, dovranno indicare la propria disponibilità a sostenere un nuovo Governo che affronti la legge elettorale ma soprattutto un 2017 molto importante a livello internazionale: i 60 anni dell'Unione Europea, i vari G7 a cominciare da quello di Taormina, la presidenza del consiglio di sicurezza dell'ONU. Sarà interessante capire cosa pensano anche i partiti del Fronte del NO al referendum, non solo i partiti dell'attuale maggioranza. Non sono io a decidere ma devono essere i partiti – tutti i partiti – ad assumersi le proprie responsabilità. Il punto non è cosa vuole il presidente uscente, ma cosa propone il Parlamento».

Poi aggiunge: «Io sono pronto a cedere il campanello al mio successore, con un abbraccio e l'augurio di buon lavoro. Stiamo scrivendo un dettagliato report da consegnare e stiamo facendo gli scatoloni. Scatoloni che ci fanno spuntare molti sorrisi e qualche ricordo amaro. Ma la storia di questi mille giorni non la faranno i rancorosi commenti di queste ore». Renzi, proseguendo nella lettera, si lascia andare ad una previsione. «Vedrete che molte delle cose che abbiamo fatto e che tanti criticavano resteranno: gli 80 euro; l'abbassamento delle tasse a cominciare dall’Imu, alle tasse agricole, dall'Irap, all’Ires; i diritti civili; il sociale, il dopo di noi, l'autismo, la cooperazione internazionale, lo spreco alimentare, la sicurezza stradale; I reati ambientali e l'accordo sul clima di Parigi; il processo civile telematico, le misure contro la corruzione, la reintroduzione del falso in bilancio, la responsabilità civile dei magistrati, l'istituzione dell'Anac, il divieto di dimissioni in bianco, le opere incompiute portate a termine, come la Quadrilatero, la Variante di Valico e la Salerno Reggio Calabria; il divorzio breve, la dichiarazione precompilata, la fatturazione elettronica, il super e iper ammortamento, il tetto agli stipendi pubblici, le riforme di scuola, pubblica amministrazione, i soldi in più alla sanità, le pensioni, la stabilizzazione del 5 per 1000, i fondi per la non autosufficienza, il comparto della ricerca, l'abolizione di Equitalia, il Freedom Of Information Act, il rilancio di Pompei e della Reggia di Caserta, l'organizzazione di Expo e del Giubileo, la prospettiva di industria 4.0, l'avvio della bonifica della Terra dei Fuochi. Mi fermo qui, ma potrei andare avanti per paginate intere. I mille giorni sono qui, per chi ha 5 minuti».

La conclusione

La enews si conclude con un'esortazione all'ottimismo: «Mai cedere al rancore, amici. C'è chi fa politica covando odio verso gli altri o verso qualcun altro. Io ho sempre interpretato la politica come occasione per seminare speranza: ho negli occhi i teatri, le palestre, le piazze piene di questa e di altre campagne elettorali. E dunque voglio invitare tutti voi innanzitutto a non arrendersi alla rabbia. Troveremo un modo per non disperdere la bellezza di quello che avete fatto. Di quello che siete. Ci sono milioni e milioni di italiani che credono a un altro modello di politica. Li abbiamo visti alle Europee, li abbiamo visti al Referendum, li vedremo anche in futuro. Ora però un passo alla volta e soprattutto: si può perdere un referendum, ma non si può perdere il buonumore, mai! È già tempo di rimettersi in cammino».

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