Sabato 22 settembre 2018 08:56

Imu e Tasi, oggi la scadenza per il saldo 2016. Come si calcola e come pagare

16 dicembre 2016

Scade oggi, 16 dicembre 2016, il termine per pagare il saldo di Imu e Tasi. Dopo il pagamento della prima rata di giugno 2016, si avvicina quindi la scadenza per il saldo di dicembre. Quest’anno comunque il calcolo del saldo è più semplice perché in sede di acconto erano già note le aliquote 2016, considerata la scadenza al 30 aprile per l’adozione delle delibere comunali: l’importo del saldo dovrebbe quindi essere la metà dell’importo annuale.

Tuttavia, due le novità a cui fare attenzione: quest'anno bisogna tener conto della riduzione del 50% di Imu e Tasi per gli immobili concessi in comodato ai figli (o ai genitori) e dello sconto del 25% per le seconde case date in affitto con canone concordato.

Prima casa e terreni agricoli non pagano

Niente Imu e niente Tasi per le prime case, che da quest'anno non pagano nè la prima nè la seconda imposta. Lo stesso vale per i terreni agricoli. Non pagano, pagano, poi le pertinenze dell'abitazione principale (una per categoria catastale). Ma attenzione: le case e le ville di lusso (A/1, A/8 e A/9) continuano a dover pagare l'imposta e inoltre per i cittadini residenti all'estero e iscritti all'Aire l'esenzione vale per una sola unità immobiliare.

Per la seconda casa verificare le aliquote

Dovrebbero essere poche le variazioni di aliquote,  anche perchè non possono essere aumentate (se non per i Comuni che hanno dichiarato dissesto). In questo caso il calcolo è semplice: a giugno si è pagata metà dell'imposta del 2015, ora va versata l'altra metà. Il suggerimento migliore è verificare le delibere, che possono comunque diminuire, sul sito delle Finanze che è l'unico a far fede.

Affitto, sconto 25% su concordati

Per le seconde case in affitto c'è una importante novità: gli immobili affittati con canone concordato hanno uno sconto del 25% sull'imposta dovuta. Questa poteva essere applicato già nell'acconto pagato a giugno ma, se così non è stato, la riduzione va applicata alleggerendo il saldo. Le tipologie di affitto con lo sconto sono: i contratti agevolati, della durata di 3 anni più 2 di rinnovo, i contratti per studenti universitari oltre i 6 mesi, i contratti transitori (da 1 a 18 mesi), se stipulati nei Comuni nei quali il canone deve essere stabilito dalle parti applicando gli accordi territoriali (aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania, i Comuni confinanti con tali aree, gli altri Comuni capoluogo di provincia).

L'inquilino paga la Tasi solo sul lusso

Anche l'inquilino da quest'anno è esente sulla Tasi se l'immobile è utilizzato come abitazione principale. Paga solo se l'immobile è di lusso. Nonostante questo rimane immutata la quota a carico del proprietario che ha dato l'immobile in affitto: non paga cioè la quota che nel passato spettava all'inquilino.

Comodato ai figli, sconto al 50%

La legge di Stabilità del 2016 ha introdotto uno sconto del 50% per le case date in comodato a genitori o figli che le adibiscono ad abitazione principale. Un forte alleggerimento che prevede però severi paletti: il contratto, ad esempio, deve essere registrato ma la riduzione si applica anche se, oltre all'immobile concesso a figli o genitori, il proprietario possiede anche un altro immobile nello stesso comune, adibito ad abitazione principale.

Come si calcola il saldo

Dopo aver verificato la disciplina applicabile ai singoli casi (non sempre sovrapponibili tra Imu e Tasi), la procedura di calcolo e di versamento resta invece identica.

Si parte sempre dalla base imponibile, costituita per i fabbricati dalla rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per gli appositi coefficienti (160 per le abitazioni, 140 per i laboratori, 65 per gli opifici, 55 per i negozi, eccetera). Sul valore ottenuto si applicano le aliquote Imu e Tasi determinate dal Comune, consultabili sul sito del Dipartimento delle finanze. Naturalmente va detratto l’importo già versato in acconto a giugno di quest’anno, che nella maggior parte dei casi dovrebbe corrispondere alla metà di quanto dovuto. In caso di comproprietà l’imposta va versata da ciascun contitolare in base alle quote di possesso, ma molti enti consentono di effettuare il versamento cumulativo da parte di uno di essi.

Occorre inoltre fare attenzione ai casi di possesso iniziati o cessati in corso d’anno, che vanno conteggiati applicando la regola dei 15 giorni equivalenti ad un mese.

Il pagamento va effettuato tramite il modello F24 o l’apposito bollettino postale centralizzato, utilizzabile solo se si tratta di immobili situati nello stesso comune.

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