Allarme meningite, maestra muore a Roma. La Regione: «Non è una forma contagiosa»

28 dicembre 2016



ROMA – Rientra l’allarme meningite scoppiato a Roma dopo la morte di una maestra dell’istituto Cesare Battisti avvenuta nel giorno di Santo Stefano. Il decesso della donna sarebbe stato causato infatti da una forme di meningite che non comporta il rischio di trasmissione diretta da persona a persona: a renderlo noto è un comunicato della Regione Lazio, nel quale emerge che gli esami effettuati presso il Policlinico universitario Gemelli hanno escluso l’ipotesi di una meningite meningococcica, trattandosi piuttosto «di una forma dovuta al batterio escherichia coli senza rischio di trasmissione diretta da persona a persona».

Ulteriori risposte saranno fornite dai risultati dell’esame autoptico disposto sul corpo dell’insegnante. Nel frattempo gli alunni della classe in cui la donna insegnava e il personale scolastico entrato in contatto con la sfortunata docente sono stati sottoposti a profilassi antibiotica, come confermato dalla preside dell’istituto della Garbatella, costantemente in contatto con le famiglie degli studenti. «Da quando abbiamo saputo della morte della maestra il nostro lavoro per avvisare tutte le famiglie è stato incessante – spiega la dirigente scolastica Marina Campitelli - La comunicazione del decesso ci è arrivata dalla Asl e da quel momento abbiamo contattato telefonicamente le famiglie dei 20 bambini interessati comunicando loro quale era tipo di profilassi consigliata. La maestra ha prestato servizio i giorni 20, 21 e 22 dicembre soltanto nelle sue classi e non ha svolto supplenze altrove».

Sulla vicenda è intervenuto anche Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi, chiedendo a gran voce il ripristino della figura del medico scolastico che fino a qualche anno fa curava le visite di tutti gli studenti e controllava le condizioni igienico-sanitarie delle scuole. «Stante l'attuale situazione – ha sottolineato Rusconi - non possiamo non sollecitare le Asl ad interventi preventivi in tutti gli istituti, dare opportune informazioni ai genitori, e sollecitare il personale non docente o le cooperative di servizi ad un'attenta pulizia per consentire situazioni igieniche di sicurezza. Siamo sicuri che i dirigenti scolastici si adopereranno in tutti i modi per garantire un servizio che tuteli la salute degli studenti e degli insegnanti, sollecitando opportunamente le autorità preposte ai servizi».

L’insegnante aveva 59 anni ed era molto conosciuta nel quartiere: ricoverata il 25 dicembre presso l’ospedale San Giovanni, era stata trasferita d’urgenza al Policlinico Gemelli, dove è morta il giorno seguente. «Era una maestra bravissima - ha ricordato la preside - Una donna molto riservata, tutto avrebbe voluto tranne questo clamore. L'avevo vista l'ultima volta il 21 dicembre e stava bene».

 

 

 

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