Domenica 22 ottobre 2017 19:24

Benevento e quel sogno chiamato Serie A

08 giugno 2017



BENEVENTO - L'attesa è finita, il grande giorno è finalmente arrivato. Benevento si appresta a vivere la notte più importante di tutta la sua storia calcistica, quella che potrebbe sancire l'incredibile salto nella massima serie. Basta un pari, un pareggio soltanto, e sarà Serie A.

A ruba i tagliandi, cornice di pubblico da sogno

La gente in città è - come abbondantemente preventivabile - letteralmente impazzita. Il Ciro Vigorito è, ovviamente, tutto esaurito da giorni: polverizzati i 15.134 biglietti messi in vendita dalla società sannita (un centinaio i tifosi in arrivo da Carpi), la tifoseria organizzata ha annunciato una coreografia spettacolare, che coinvolgerà tutti i settori dell'impianto, ma per ora vige ancora il più stretto riserbo. Negozi, studi professionali, tanti uffici chiuderanno prima dell'orario consueto, nessuno vuole perdersi l'appuntamento con la storia. Resteranno aperti solo pub, ristoranti e pizzerie, per permettere alle migliaia di tifosi che non sono riusciti ad accaparrarsi il prezioso tagliando di vivere l'emozione del match.

Niente maxi schermo

Non ci sarà nessun maxi-schermo in piazza Risorgimento. Il sindaco Mastella ha fatto un ultimo disperato tentativo nella giornata di ieri, chiedendo una riunione straordinaria del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza, ma non c'è stato nulla da fare: non ci sarebbero i presupposti per garantire l'ordine pubblico, anche a causa della gran mole di agenti che gioco-forza saranno dirottati verso lo stadio e le sue immediate vicinanze. La sensazione è che sulla decisione abbia pesato, non poco, quanto accaduto pochi giorni fa a Torino in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

Tra voglia di far festa e scaramanzia

Benevento è in fibrillazione, i tifosi stanno vivendo un'attesa che definire snervante è poco, ma in queste ore si può dire che stia prevalendo la voglia di non fare pronostici o, forse più semplicemente, la scaramanzia. Memori anche di alcune cocenti delusioni degli anni passati - su tutte la finale di play off di Serie C con il Crotone, dove gli Stregoni vennero battuti in casa nel match di ritorno abbandonando i sogni di promozione - la città non è stata addobbata a festa. Certo, bancarelle con in bella mostra magliette e bandiere su cui campeggia gigante la lettera "A" sono spuntate un po' dappertutto, ma la gran parte della tifoseria preferisce aspettare, in silenzio e con pazienza.

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