Domenica 20 agosto 2017 19:27

Selen: «Il porno è un mondo dark. Rocco Siffredi? Era violento»




È stata il sogno proibito della generazione di adolescenti nati negli anni Ottanta. Selen, al secolo Luce Caponegro, era una delle regine del porno all'italiana. Negli anni Novanta ha recitato in decine di produzioni, raggiungendo una celebrità che le colleghe si sognavano. Con il cinema hard ha messo da quasi venti anni, oggi gestisce un centro estetico a Ravenna. In un'intervista al Corriere della Sera ha raccontato la sua storia.  «Oggi sono la donna che sono perché ho avuto quel passato», spiega. Poi aggiunge: «Da giovane ero un cavallo pazzo, vivevo con irruenza le mie passioni senza considerare le conseguenze delle mie azioni e delle mie scelte. Oggi sono più riflessiva, anche se quando mi innamoro perdo lucidità».

Una gioventù vissuta a mille

La sua quotidianità è fatta dal lavoro e dai due figli. Gabriele, 10 anni, e Kangi. «Nella lingua dei pellerossa Dakota significa corvo, un animale sacro che sopravvive alle catastrofi. Ha 29 anni e mi sta per rendere nonna». Vive a due passi dai genitori, una famiglia benestante, con i quali ha recuperato i rapporti dopo anni difficili. «Ai figli bisogna dare valori e ali. Io da loro ho avuto solo valori. Cercando di proteggermi mi hanno soffocata. Ero la classica brava ragazza che faceva danza e andava a cavallo. A mio padre gridavo “sporco capitalista”. Mi sono messa di traverso quando mi innamorai a 15 anni di una persona che ha deviato un’esistenza che sembrava già scritta. Appena maggiorenne lasciai tutto ciò che avevo, compresi i vestiti. Sono andata in giro per il mondo, India, Pakistan, autostop e sacchi a pelo. Quella storia durò 17 anni, diventò il mio agente nel porno. La molla fu la curiosità nei confronti della sessualità. C’era una componente di esibizionismo».

Il fantasma del porno

L'esperienza nel porno ha segnato la sua vita. «Ho vissuto di estremi. Pensare che oggi è il contrario, il lasciarmi andare è un fatto eccezionale. Li ho conservati quei film, non li guardo mai. Non l’ho fatto per soldi ma come esperienza di vita». Gabriele l’ha saputo nella maniera più sconveniente: dagli amichetti di scuola che avevano visto quei vecchi film su Internet. È stato lui ad affrontarla, con delicatezza e sorprendente maturità: «Mamma, hai mai commesso errori?». Tutti ne facciamo, rispose lei. «Me ne puoi dire uno?». Una volta fumavo. «Me ne puoi dire un altro?». Le carte erano calate. «Tu facevi la pornostar». Non era un’altra domanda: era un’affermazione . Sì ero stata una pornostar, sei ferito?, gli chiese Luce. «Ci sono rimasto male poi ho pensato che da giovani si fanno errori, tu sei meravigliosa e ti voglio bene così come sei». Lo abbracciò forte.

Un ambiente "dark"

I suoi ricordi del cinema porno non sono tutti rose e fiori. Anzi. «Scanzonato all’inizio, tutti giovani con gli ormoni a mille. Si è rivelato un mondo dark, scuro, quasi gotico. Era brutto vedere le ragazze dell’Est costrette al sesso estremo sei ore di seguito per un capriccio del regista, con una scena guadagnavano la paga di un anno a Budapest. Lo squallore, la droga... Ma circola anche nella tv dove c’è più ipocrisia che nell’hard. Ho fatto tutto alla luce del sole. Avevo un contratto capestro, gli ultimi tempi sono stati una tortura, la trasgressione era diventata un lavoro odioso. Ho dovuto fare film quando volevo smettere, cercando di costruire ciò che ho sempre desiderato, una famiglia. Rocco Siffredi? Era violento. Ho avuto un flirt con un attore porno turco, bellissimo».

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