Venerdi 18 agosto 2017 22:02
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Finale Euro Cup. Caiazzo: «L’orgoglio posillipino farà la differenza»




Euro Cup, l'unico trofeo europeo che manca nella bacheca del Posillipo. L'occasione per vincerlo è dietro l'angolo, ma i rossoverdi dovranno superare una valida rivale, l'Acquachiara di Paolo De Crescenzo. La prima finale "made in Naples" della storia dello sport avrà il suo primo atto sabato sera alle 19.30 alla Scandone. Sarà il Posillipo a giocare in casa, prima del ritorno in programma per l'11 aprile, quando sarà l'Acquachiara ad ospitare i rossoverdi. La storica finale è particolarmente sentita in casa posillipina. Potrebbe essere il primo trofeo europeo per i rossoverdi dopo dieci anni di astinenza. L'ultima vittoria europea della squadra di Mergellina risale al 2005 quando Silipo e compagni alzarono al cielo la Champions League, che all'epoca si chiamava Eurolega. E' anche l'occasione per Bruno Caiazzo di vincere un trofeo continentale da presidente, dopo aver vinto tanto da dirigente sportivo. Capelli brizzolati e parlata sciolta, Caiazzo parla della grande finale dalla terrazza del circolo, dove arriva l'odore del cloro della piscina sottostante. Cosa significa questa finale per la città di Napoli?  «E' un grande evento per la città. La finale di Euro Cup significa che Napoli è viva dal punto di vista sportivo. E' un traguardo che testimonia la bontà del lavoro delle società sportive e dei circoli, anche sotto l'aspetto organizzativo, visto che si parla di una finale europea. La casa madre di questa finale è il Posillipo, come è stato anche riconosciuto dall'altra parte. E' un motivo di orgoglio per il circolo aver formato uomini come Franco Porzio che poi si sono dimostrati validissimi dirigenti. Confesso che è strano parlare in conferenza stampa da avversari». La finale è un punto di partenza o di arrivo per il Circolo? «Non limiterei il discorso alla sola pallanuoto, il Posillipo è impegnato in tante discipline sportive. Non è giusto circoscrivere il discorso ad un solo sport ma posso dire che l'intenzione è di mantenere il trend attuale, che significa avere una squadra di vertice che possa raggiungere risultati onorevoli in campo nazionale e internazionale. Ricordo che per due anni non siamo andati a giocare la finale scudetto per un solo goal, questo testimonia la bontà del lavoro fatto». Quale elemento potrebbe fare la differenza a vostro favore? «Senza dubbio la carica agonista, la carica di essere rossoverdi. L'orgoglio posillipino può essere decisivo per portare a casa la coppa. La cosa più importante è arrivare a sfide del genere con una rosa attrezzata, e direi che ci siamo. Loro sono un'ottima squadra, un mosaico costruito da dirigenti competenti. Noi però abbiamo elementi validissimi, penso ai nostri nazionali, che sono cresciuti insieme acquistando la mentalità del nostro sodalizio». Sull'iniziativa di devolvere l'incasso a Telethon? «E' un atto nei confronti di un'organizzazione meritoria. Il Circolo Posillipo è impegnato nel sociale e sempre pronto a dare una mano quando si tratta di attività benefiche. Domani, ad esempio, ospiteremo un convegno medico». © Riproduzione riservata