Martedi 12 dicembre 2017 12:58

Napoli. Candidati a loro insaputa, c’è anche un 85enne: «Ma io non scendo neanche di casa»

01 febbraio 2017



NAPOLI - Si susseguono interminabili le denunce di cittadini finiti a loro insaputa nelle liste a sostegno di candidati sindaco per le scorse elezioni comunali.

Colpisce, fra i tanti, il caso di A.C., 85 anni, che, stando a quanto riporta Repubblica, sarebbe finita nella lista Napoli Terra Nostra, che gravitava attorno al candidato sindaco Marcello Taglialatela. Con lei altre otto persone hanno denunciato la stessa irregolarità alla Corte d'Appello che ha trasmesso il tutto alla Procura.

A sporgere denuncia per l'anziana donna è stata la nipote, che ha spiegato che la zia soffre di demenza senile.  Non è stato poco, infatti, lo stupore dinanzi alla sanzione per la mancata consegna del rendiconto delle spese elettorali giuntale nella sua abitazione di Marano.

Un vero e proprio smacco dinanzi al quale l'anziana non ha potuto fare altro che commentare con parole amare: «Mi sarei mai potuta candidare a 85 anni? Io a votare neanche ci vado». La seconda beffa in cui A.C. si è trovata coinvolta nel giro di poco tempo, la nipote ha infatti spiegato che la povera zia è stata anche truffata da una compagnia per il contratto della luce.

Si tratta in effetti dell'ennesimo caso di una persona candidata a sua insaputa che viene a galla nel giro di pochi giorni. Stando a un funzionario della Corte d'Appello, infatti, si accavallano in numeri allarmanti le diverse denunce, che nelle prossime giornate potrebbero addirittura crescere.

Sono infatti 851 su 1538 candidati le diffide notificate da gennaio ad oggi ad altrettante persone che non hanno presentato presso la Corte i rendiconti delle spese elettorali. In particolare, la legge prevede sanzioni che possono arrivare fino a 100 mila euro per spese non rendicontate che superino i 2.500 euro.

I numeri di candidati fantasma, quindi, potrebbero ancora crescere e a confermarlo sarebbero anche voci interne al collegio di garanzia elettorale. In tutto, per il momento, sarebbero in 9 a esser finiti nel mirino della magistratura.

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