Venerdi 20 ottobre 2017 05:07

Caso De Luca, Nappi «Nessun dialogo con un non governatore»




NAPOLI -Si è svolta ieri la Direzione Nazionale del Nuovo Centro Destra, il partito di Severino Nappi, ex-assessore regionale al lavoro, che ha colto l'occasione per effettuare un'analisi dell'attuale situazione in cui versa il partito in Campania e, soprattutto, di come esso deve porsi nei confronti del neo-quasi-Governatore, Vincenzo De Luca. Senza troppi giri di parole, in una nota, Nappi entra in gamba tesa contro De Luca «Perché dovremmo essere responsabili nei confronti di un non-governatore che non lo è e non lo è stato? - chiede retoricamente, per poi aggiungere - noi stiamo dove ci siamo collocati in campagna elettorale e nei cinque anni di governo regionale, durante i quali alcuni di noi sono stati protagonisti, e protagonisti in positivo. Ho chiarito che quella è la posizione dove ci vogliono collocati i nostri elettori e la nostra coerenza.» Sembra deciso l'ex-assessore che sbatte praticamente la porta in faccia a Vincenzo De Luca «Perché dovremmo "responsabilmente" iniziare un dialogo con un non-governatore? Un signore che ha mentito in campagna elettorale, che continua a farlo e che, nel frattempo, sta regalando ai 6 milioni di campani caos e brutte figure in tutta Italia.» Nulla da fare, dunque, col neo-presidente che viene poi accantonato per un'analisi dei risultati del partito in Campania. Il 5,8% non basta, e Nappi si dichiara insoddisfatto, soprattutto in considerazione del fatto che «se si prova a scomporre i numeri si scopre, ad esempio, che i primi 4 candidati a Napoli hanno raccolto oltre l'80% dei voti dell'intera lista e che la situazione è uguale nelle altre Province. Questo vuol dire che ci sono pochissimi che lavorano e hanno radici, mentre alcuni sono fiori di plastica, immersi soltanto in pseudo-strategie. Ma questo è accaduto anche perché alcuni vogliono recitare troppe parti in commedia, magari senza avere neppure gli abiti adatti, e anche infischiandosene dei divieti posti dallo Statuto del partito. Ora o si cambia o si affonda.» ©Riproduzione riservata