Mercoledi 23 agosto 2017 11:53

Regione Campania, il Consiglio approva il Defr 2017. Opposizione in rivolta




NAPOLI - Approvato dall'assemblea della Regione Campania il Documento di economia e finanza regionale 2017 (Defr). A votare a favore del provvedimento la maggioranza di centrosinistra con 29 consiglieri. Dodici i voti contrari da entrambe le opposizioni, di centrodestra (che aveva anche presentato una dettagliata relazione di minoranza firmata da Fi, Caldoro presidente e Fratelli d'Italia) e quella del Movimento 5 Stelle. Il centrosinistra di De Luca si è compattato su una risoluzione sottoscritta dai capigruppo di maggioranza che impegna la giunta a dare attuazione ai contenuti del Defr che persegue obiettivi di crescita, produttività, occupazione e sostenibilità. Nello specifico, il provvedimento individua una serie di ambiti definiti strategici per concretizzare il programma di maggioranza: le politiche sociali e di assistenza sociale, il sistema sanitario, l'attuazione di piani e programmi riguardanti la bonifica ambientale, il ciclo dei rifiuti e delle acque, i processi di innovazione e sviluppo delle attività produttive, i piani di riassetto e potenziamento delle reti infrastrutturali e nodi logistici, le azioni di difesa del suolo, sistemazione idraulico-forestale e valorizzazione delle zone interne e boschive, la semplificazione delle procedure amministrative riguardanti autorizzazioni, concessioni, nulla osta ed atti equivalenti, le misure di accorpamento, riassetto e razionalizzazione degli enti infraregionali e delle società partecipate, politiche coerenti ed efficaci per il governo del territorio e per la casa. Dura la reazione dei pentastellati che nelle vesti del capogruppo Tommaso Malerba e della consigliera Valeria Ciarambino hanno tuonato: «Si è definitivamente imbavagliato il Consiglio». Critico anche l'intervento dell'ex governatore Stefano Caldoro, secondo cui «in questo anno non si è fatto nulla», mentre il capogruppo campano di Fi, Armando Cesaro, ha definito il Defr 2017 come «un documento che nasce vecchio e superato e che innesca il pericolo di un ulteriore indebitamento o comunque di un aumento dei costi per i servizi a carico dei cittadini». © Riproduzione riservata