Giovedi 26 aprile 2018 17:04

Teatro Trianon, de Magistris contro De Luca: «Persi mezzo milione di fondi»

02 gennaio 2017



NAPOLI - Scontro sulla mancata ricapitalizzazione della società che gestisce il Teatro Trianon tra il sindaco metropolitano di Napoli, de Magistris, i vertici del CdA e la Regione Campania. «Ho ricevuto una comunicazione a firma del presidente della Regione Campania - rivela de Magistris in una nota - con cui sostanzialmente si nega alla Città Metropolitana di Napoli la possibilità di ricapitalizzare il teatro Trianon, con la conseguente perdita di tali risorse. Da questo atto deriva una responsabilità politica in capo al Presidente De Luca e gestionale, di cui chi amministra il teatro sarà tenuto a rispondere». Il sindaco della città metropolitana di Napoli fa riferimento gli stanziamenti inseriti in bilancio che prevedevano la ricapitalizzazione del Teatro Trianon Viviani S.p.A. per mezzo milione di euro. «Per procedere al trasferimento di questi fondi al teatro- continua la nota - è stato chiesto al Presidente del CdA del teatro di convocare la necessaria assemblea straordinaria dei soci entro la fine dell'anno al fine di scongiurare la perdita dei fondi. A tale richiesta, che personalmente ritenevo avrebbe incontrato il giubilo del CdA, che più volte mi aveva compulsato sulla necessità di trovare nuove risorse, il Presidente del cda ha però subordinato la convocazione dell'assemblea di soci ad una "irrituale" approvazione da parte del socio di maggioranza (la Regione Campania), approvazione che non è stata data e quindi l'assemblea non si è potuta tenere».

La risposta del presidente del Trianon

I vertici del Trianon hanno risposto attraverso una nota del presidente Giovanni Pinto. «È l’assemblea dei soci - spiega Pinto - e non il cda a decidere la ricapitalizzazione di una società e la stessa assemblea straordinaria è convocabile qualora ci sia l’accordo tra i soci e, quindi, la maggioranza degli aventi diritto». «L’organo amministrativo del teatro pubblico Trianon Viviani – società partecipata attualmente al 72% dalla Regione Campania e al 28% dalla Città metropolitana di Napoli – ha sempre significato ai soci la necessità di contare su un contributo finanziario certo per l’esercizio, ovvero un sostegno per le attività del teatro – e non certamente per un consolidamento patrimoniale che comunque riguarda solo i soci e non la gestione – ancor più indispensabile sia in questa fase che ha visto la riapertura dopo importanti lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, sia per l’inizio delle attività di spettacolo e per il rilancio del teatro che richiede un intervento straordinario per abbattere definitivamente la massa debitoria accumulata nel tempo». Poi aggiunge: «Al momento si riscontra solo la partecipazione finanziaria del socio Regione che, con il contributo ordinario 2016, ha consentito la realizzazione dei lavori, una prima copertura del debito e la ripresa dell’attività produttiva; lo stesso socio Regione ha anche assunto l’impegno di uno stanziamento straordinario per abbattere la massa debitoria pregressa. E su quest’ultimo punto c’è anche un significativo odg del consiglio regionale che, all’unanimità, ha recentemente impegnato in tal senso la giunta e l’assessore al Bilancio regionale.»

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