Domenica 19 novembre 2017 13:27

Napoli, ragazza down candidata a sua insaputa. Appello a Renzi: «Intervenga sulla vicenda»

02 febbraio 2017



NAPOLI - Sono decisi ad andare fino in fondo i genitori di Federica, la ragazza down inserita a sua insaputa nella lista "Napoli Vale" a sostegno della candidata a sindaco del Pd Valeria Valente in occasione delle passate elezioni amministrative del capoluogo campano. La famiglia della ragazza si è rivolta all'associazione "Tutti a scuola" impegnata da anni nella difesa dei diritti dei giovani disabili, chiedendo che venga fatta chiarezza quanto prima sulla triste vicenda di cui è stata inconsapevole protagonista la giovane 23enne. Questa mattina il presidente dell'associazione, Antonio Nocchetti, ha chiamato in causa il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, sollecitando un suo intervento sul grave episodio accaduto a Napoli: «Nel mio paese ideale - ha dichiarato Nocchetti all'Adnkronos - su una vicenda del genere il segretario nazionale di un partito come il Partito democratico prende una posizione politica importante».

Nonostante sia trascorso già qualche giorno da quando il fatto è divenuto di dominio pubblico, ai genitori della ragazza «ancora non sono arrivate le scuse di nessuno - racconta  Nocchetti - e, per una vicenda del genere, ci si aspetta che qualcuno alzi il telefono e lo faccia, fa parte delle norme più elementari di educazione». La vicenda lascia l'amaro in bocca poichè, sottolinea Nocchetti, «c'è un livello umano che secondo me è venuto meno, che riguarda la relazione tra le persone e in particolare una famiglia che ha una figlia con la sindrome di down, quindi una famiglia fragile». Oltre all'aspetto prettamente umano c'è poi quello legato al rispetto delle regole della democrazia: «Chi si occupa di disabilità - sottolinea il presidente di "Tutti a scuola" - e quindi di diritti costituzionali come il diritto allo studio, alla salute, alla vita, sa molto bene quanto sia importante il rispetto delle regole. Quando si falsano le regole del gioco, perché falsare un'elezione significa falsare le regole del gioco della democrazia, siamo davvero davanti a un fatto eversivo». Infine una promessa ai genitori della ragazza: «Non usciamo da questa storia se la magistratura non fa, e sono certo farà, tutti i passi possibili».

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