Martedi 26 settembre 2017 00:17

Omicidio Fortuna, Borrelli e Simioli lanciano una petizione per la castrazione chimica




NAPOLI - Sulla tragica morte della piccola Fortuna Loffredo se ne sono dette tante nelle ultime ore. Alla tentazione di far sapere la propria idea sulla sorte che toccherebbe al presunto assassino non ha saputo resistere il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che con le sue parole ha diviso il web, e non solo, fra garantisti e non. Risale a poco fa, infatti, un intervento di Gianni Simioli de La Radiazza e del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, nel quale il duo attacca duramente il numero uno del Carroccio. «Nella foga di guadagnarsi spazio dicendo la sua e speculando anche sulla drammatica morte di Fortuna, Salvini dimostra ancora una volta quanto sia poco incline al rispetto delle leggi e del diritto in genere» hanno detto Borrelli e Simioli, che aggiungono «dicendo che non gli dispiace che il presunto assassino di Fortuna sia stato linciato dai compagni di cella dimostra di essere solidale con delinquenti che sono stati già condannati, come l’aguzzino del ragazzino di Pianura violentato da un compressore, mentre non si preoccupa di accertare le responsabilità di una persona che lui stesso definisce presunto assassino». Parole che mirano a far emergere le contraddizioni insite nella figura di Salvini. «Eppure, tutte le volte in cui qualche esponente della Lega è finito nei guai, ricevendo avvisi di garanzia e arresti, è sempre stato molto garantista tenendoli nel partito - hanno sottolineato Borrelli e Simioli - e, anche di fronte a processi e condanne, non ha mai assunto decisioni radicali. Esaltare comportamenti violenti da parte di delinquenti non è il modo migliore per onorare e rispettare la memoria di Fortuna». Quindi secondo il conduttore de La Radiazza e del consigliere regionale «Salvini e i suoi dovrebbero stare di più nelle aule parlamentari per cambiare la legge che, al momento, punisce i pedofili con pene medie di due anni come riportano oggi alcuni media citando le statistiche relative agli ultimi anni». Da qui il rimando al tema della castrazione chimica, invocata dal leader della Lega, che ha fatto tanto discutere. Secondo Borrelli e Simioli per coloro che si macchiano del reato di pedofilia «si potrebbe pensare anche a pene estreme come la castrazione chimica» spiegano, per poi punzecchiare Salvini e i suoi aggiungendo «E visto che molti esponenti politici, tra cui gli stessi leghisti, ne parlano solo, abbiamo deciso di avviare una petizione». ©Riproduzione riservata