Domenica 19 novembre 2017 05:52

Cantone: «Napoli non è quella vista in Gomorra, ma non parliamo di emulazione»




Raffaele Cantone prende posizione su Gomorra. Il magistrato, a capo dell'autorità anticorruzione, smonta in un articolo su la Repubblica il dibattito sull'opportunità della serie, individuando comunque una critica per alcune scelte della produzione. «Non discuto l'importanza del libro di Roberto Saviano - scrive Cantone -, un'opera che non mi stancherò mai di definire determinante, né il valore artistico di un prodotto che mi sembra decisamente ben fatto». "MESSAGGIO DISTORTO NON E' COLPA DI GOMORRA" - «E' innegabile il rischio che la serie televisiva con il suo successo internazionale trasmetta la convinzione che Napoli sia tutta come i vicoli senza speranza dove agiscono Genny e Ciro. Dovunque io vada, in Italia e all'estero, mi accorgo dalle domande che mi vengono rivolte come molti credano che quella sia l'unica realtà di Napoli. No, non è così. E lo posso sostenere non solo perché mi sono occupato di camorra per dieci anni come pubblico ministero», prosegue l'ex pm che, però, riconosce come non si possa addebitare tale responsabilità alla serie. IL PROBLEMA DELLA FICTION - Il magistrato, pur assolvendo la produzione di Sky sulla questione del messaggio, critica in qualche modo la scelta soggettistica. «Contrariamente alla natura del libro, che si basa su vicende reali, quella trasmessa su Sky è una fiction. Ma questa differenza non viene percepita. Le persone che vedono Scarface non credono che quello sia il volto di Miami e della Florida, perché sanno che è un'opera inventata. Invece nel caso di Gomorra c'è un corto circuito tra i fatti raccontati nel libro attraverso la mediazione letteraria di Saviano e la creazione verosimile ma fantasiosa della serie tv», scrive Cantone, che poi ricorda come «non viene mai sottolineata la distanza tra le pagine di Saviano, che dieci anni fa hanno dato un contributo importante e originale nel far conoscere le dinamiche della camorra campana, e la narrazione televisiva che va in onda oggi». "GOMORRA NON SPINGE ALL'EMULAZIONE, MA LI' MANCA LA SPERANZA" - «La stessa ambiguità - sostiene Cantone riferendosi al problema della finzione - va tenuta presente nel momento in cui si valuta il rischio di emulazione verso i personaggi dello schermo. Io non ritengo che la serie tv spinga verso l'emulazione. Certo, non ci sono figure positive nella saga dei Savastano ma è una caratteristica comune ad altre fiction: ne esistono di molto più violente, con personaggi decisamente spietati». Infine chiosa su Saviano: «il fatto che la sua figura adesso venga associata al ritratto di una Napoli dove c'è soltanto il male, un male assoluto e senza un solo elemento positivo, può avere un effetto pericoloso: può diffondere l'idea che a Napoli il male sia incontrastato, senza speranza. Un effetto paradossalmente opposto a tutto quello che Saviano è riuscito a determinare con il suo impegno quotidiano contro le mafie e per il riscatto del Sud». © Riproduzione riservata