Domenica 19 novembre 2017 01:51

Reperti archeologici a Comacchio, l’idea non piace alla commissione Cultura




NAPOLI - E' stato uno dei flame dell'estate napoletana. Il trasferimento di alcuni reperti archeologici dal Mann di Napoli a Comacchio ha provocato quasi una sollevazione popolare. Chi protesta parla di esproprio, di regalo fatto al Nord Italia senza alcun vantaggio. I reperti, di importante valore storico, provengono dagli scavi di Pompei ed Ercolano ma non risultano esposti presso il Museo archeologico napoletano. La proposta di chi è avverso al trasferimento è esporli in un nuovo museo realizzato in Campania. Sull'accordo tra il Mann e il Comune di Comacchio si è tenuto un incontro in commissione Cultura a Napoli.  hanno partecipato, insieme ai consiglieri comunali e a diverse associazioni, l'assessore alla Cultura, Nino Daniele, un rappresentante dello staff dell'assessore alle Politiche Urbane e ai Beni Comuni e i rappresentanti di alcune associazioni cittadine, Rinascita Artistica del Mezzogiorno, associazione Piazza Carlo III, Meetup Napoli, progetto Museo Aperto e l'ex consigliere Luongo. Mancava Paolo Giuliarini, direttore del museo, ma la sua assenza non ha impedito di discutere dell'accordo. La decisione non piace. Anche perché non è stata presa in accordo con il Comune di Napoli, come la correttezza istituzionale avrebbe richiesto e il codice dei Beni Culturali prevede. Su questo punto i partecipanti alla riunione si sono trovati praticamente tutti d'accordo. Il prestito dei reperti, inoltre, potrebbe rafforzare la candidatura del Comune di Comacchio a Capitale italiana della Cultura 2018 a scapito delle candidature campane di Ercolano e Caserta. Perplessità suscita, poi, la sottrazione alla fruizione collettiva di opere potrebbero trovare idonea collocazione in altri spazi cittadini. L'assessore alla Cultura Nino Daniele, pur concordando sulla necessità di una maggiore concertazione tra diversi soggetti amministrativi, ha comunicato di aver ricevuto ampie assicurazioni dal direttore Giuliarini sulla durata del prestito: tre mesi per due mostre in programma nei prossimi due anni. Le precisazioni non hanno soddisfatto la Commissione che, oltre all'annuncio di un nuovo incontro dedicato all'argomento. Non finisce qui, dunque. La lunga estate tra Napoli e Comacchio rischia di proseguire fino ad autunno inoltrato.