Giovedi 24 agosto 2017 10:50

Sanità Regione Campania, Caldoro rispedisce a De Luca le accuse «Non dice la verità»




NAPOLI - Con carte, foto e perfino video alla mano, Stefano Caldoro attacca Vincenzo De Luca accusandolo di non aver detto la verità ieri, in conferenza stampa, sullo status del piano ospedaliero della Campania. L'ex governatore, e attuale capo dell'opposizione di centrodestra, ha ricostruito nel dettaglio tutti i passaggi storici che la sua giunta ha affrontato nell'arco di cinque anni, da maggio 2010 a giugno 2015. Caldoro non solo rispedisce al mittente l'accusa di avere chiuso alcuni  pronto soccorso, ma sottolinea che a predisporne la chiusura è stato Antonio Bassolino mentre, invece, il piano predisposto dalla sua giunta (e presentato in conferenza stampa a marzo 2015, con tanto di prove documentarie e video rintracciabile ancor oggi su YouTube) ha previsto la riattivazione di ben sei strutture di emergenza tra cui alcune di quelle chiamate in causa dall'attuale presidente, come il Loreto Mare a Napoli e il presidio di Torre del Greco. «Sono preoccupato di quello che sta accadendo nella sanità - dice Caldoro - e mi chiedo perché mai De Luca abbia rimosso il piano ospedaliero da me presentato al ministero della Salute che, su mia specifica richiesta, ha confermato di possederne tuttora copia». L'ex governatore non riesce a capire come sia stato possibile «cancellare un documento così importante e, addirittura, affibbiare a lui responsabilità che risalgono al 2010, ma prima del mio insediamento. Il decreto 49 - spiega - cui si è fatto riferimento è stato predisposto dal commissario Antonio Bassolino e dal sub commissario Giuseppe Zuccatelli. E, forse, a questi due nomi dover aggiungere quello dello stesso De Luca, visto che l'anno scorso, in campagna elettorale, Zuccatelli ha curato la parte del suo programma sulla sanità». Rispetto a quanto detto da De Luca, che ha citato il decreto 49 del settembre 2010, Caldoro chiarisce «a pochi mesi dal mio arrivo a Palazzo Santa Lucia, subentrato alla guida del commissariato alla sanità, non ho potuto fare altro che trasmetterlo al ministero così com'era. Ma non si può cancellare quello che ho fatto e che è stato promulgato e comunicato agli organi di informazione». © Riproduzione riservata