Lunedi 20 novembre 2017 03:05

Consip, il ministro Lotti: «Su di me vergognosa macchina del fango, mai conosciuto Romeo»

03 marzo 2017



ROMA – «Ora basta. Se qualcuno pensa di far passare il messaggio che siamo tutti uguali, che noi siamo come gli altri, che tutti rubano alla stessa maniera, avete sbagliato destinatario. Noi siamo gente seria e perbene». Inizia così il lungo post pubblicato sulla propria pagina Facebook dal ministro dello Sport Luca Lotti, finito nell’occhio del ciclone nell’ambito dell’inchiesta Consip che ha condotto all’arresto dell’imprenditore napoletano Romeo.

«Abbiamo governato per anni Firenze e l'Italia senza farci trascinare nel fango. La verità non ha paura del tempo. E noi abbiamo pazienza e forza per sopportare la vergognosa campagna di queste ore», prosegue il fedelissimo renziano, nei cui confronti il M5S ha presentato ieri mattina in Parlamento una mozione di sfiducia. «Si parla di tangenti, di arresti, di appalti, tutte cose dalle quali sono totalmente  estraneo – tiene a precisare - Per essere ancora più chiaro: non mi occupo e non mi sono mai occupato di gare Consip, non conosco e non ho mai conosciuto il dottor Romeo».

La risposta social del ministro alle illazioni circolate sul suo conto in queste ore non risparmia il mondo dell’informazione e la sempre più diffusa attitudine al processo mediatico: «La verità è che due mesi fa mi hanno interrogato su una presunta rivelazione di segreto d'ufficio. Si tratta di un reato che si ripete tutti i giorni in alcune redazioni ma che io non ho mai commesso. Lo ripeto con forza e sfido chiunque oggi dica il contrario ad attendere la conclusione di questa vicenda così paradossale. Attendo che eventualmente si celebri il processo, nelle aule di tribunale e non sui giornali: contano gli articoli del codice penale, non dei quotidiani».

© Riproduzione riservata