Elezioni in Campania, Capacchione: «Troppi voti a persone vicine a clan»

03 giugno 2015



NAPOLI -«Una serie di personaggi che non dovevano essere candidati nelle liste collegate hanno preso una barca di voti». A tre giorni dalle elezioni regionali che hanno decretato la vittoria di Vincenzo De Luca alla carica di governatore della Regione Campania, la senatrice dem Rosaria Capacchione torna sulle polemiche generate dalla pubblicazione della lista dei cosiddetti "impresentabili" e denuncia la presenza di personalità vicine alla malavita organizzata nelle liste collegate ai candidati alla presidenza.

«Sono persone che non avrebbero dovuto essere messe nelle liste, persone che sono vicine ai clan ma incensurate», osserva la senatrice Pd membro della Commissione parlamentare Antimafia, che aggiunge: «Le mafie hanno cambiato pelle, sono in giacca e cravatta e si insinuano nelle istituzioni. Ovviamente, quelle di cui parliamo, non sono delle persone pregiudicate. Sui loro nomi, però, i partiti locali avevano già espresso delle riserve».

Spetta dunque ai partiti assicurare uno screening accurato delle candidature sulla base delle regole fissate nel codice etico di autoregolamentazione approvato lo scorso settembre. «La responsabilità deve essere di qualcuno - prosegue la senatrice - se si fanno scelte di questo tipo, non ha senso dire che si rispetta il Codice etico». Quanto al lavoro svolto dalla Commissione in cui siede, la parlamentare non usa mezzi termini nel definire «del tutto inutile» l'attività svolta al suo interno, dal momento che «più che attenersi al casellario giudiziario, come è stato fatto, bisognava ascoltare le segnalazioni e le indicazioni che arrivano dal territorio, dai circoli».

Proprio la base elettorale avrebbe inviato infatti secondo la giornalista un forte segnale in tal senso, disertando il voto. «L’astensione fortissima in alcuni comuni in provincia di Caserta avrà pure un significato. La gente perbene non va a votare: a Casal di Principe astensione è del 70%, a Mondragone la stessa cosa. L’astensione in aree delicate va ben oltre il calo nazionale e spiega molte cose». Una battuta, infine, sulla pubblicazione della lista degli impresentabili a poche ore dal voto: «Di sicuro è stato un fatto inopportuno perchè era il giorno prima del silenzio».

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