Domenica 24 settembre 2017 12:29

Regione Campania: burocrazia più snella, adesso è legge




NAPOLI - "Sburocratizzazione" è stata una delle parole chiave della candidatura, a suo tempo, di Vincenzo De Luca alla presidenza regionale della Campania. Detto fatto, con la nascita della IV commissione speciale sburocratizzazione e informatizzazione, presieduta dalla consigliera regionale, Antonella Ciaramella, si è giunti, nella giornata di ieri, all'approvazione della legge sulla sburocratizzazione. Una serie di «norme che faranno da volano per l’economia della Campania» dichiarano dalla maggioranza, che serviranno anche per snellire l'intero iter procedurale. In primo luogo si è lavorato sui tempi delle procedure amministrative sulle quali avrà competenza la Regione, per i quali è stato stabilito un tetto massimo di 90 giorni. Successivamente, l'attuale giunta stabilirà, in base al tipo di pratica, i tempi relativi, con l'aggiunta di eventuali deroghe ai casi più spinosi, che non potranno superare, comunque, un tempo massimo di 180 giorni per essere chiuse. Oltre ad una riduzione dei vecchi tempi biblici, c'è uno snellimento anche nel rapporto col pubblico: gli uffici regionali potranno acquisire le pratiche direttamente in via telematica presso gli enti che ne sono già in possesso, o da ufficio, risparmiando ad imprenditori e cittadini di recarsi personalmente agli uffici per la presentazione dei suddetti documenti. Inoltre, ha spiegato Antonella Ciaramella «L'amministrazione non potrà richiedere al cittadino o all'impresa documentazione di cui è già venuta in possesso.» Messi da parte i nulla osta e i permessi, che verranno sostituiti da segnalazione certificata di inizio attività - indicata dall'acronimo Scia - o, nei casi più semplici, da segnalazione di inizio attività - Sia. Anche la Regione, per sua parte, cerca di operare una semplificazione delle operazioni, e lo fa tramite l'articolo 16 della legge. Secondo questo punto, l'ente potrà avvalersi di un 'silenzio burocratico' che, nel rispetto delle leggi statati e nell'ambito delle procedure regolate da leggi regionali, equivarrà all'accoglimento della domanda, senza dover fare necessariamente uso di istanze o diffide. Verrà anche istituito un tavolo tecnico di coordinamento per la semplificazione, presieduto da Vincenzo De Luca, o chi per lui, assieme al presidente della commissione competente e due esperti per ogni categoria designati dal presidente della Regione o da un delegato. Poi c'è l'articolo 11, che stabilisce che, qualora non siano rispettati i tetti di 90 giorni previsti dalla legge per motivi futili e sia infranto il divieto di richiesta di ulteriori documenti, «al dirigente o al funzionario responsabile del procedimento non è attribuito totalmente o parzialmente il trattamento economico accessorio o l’indennità di risultato». L'analisi di impatto della regolazione e la verifica d'impatto della regolazione, costituiranno un sistema di controlli che verranno effettuati prima e dopo le procedure per analizzare gli effetti di una proposta di legge su utilità e costi che essa comporta, per poi procedere al varo o meno della suddetta. Appendice di questo sistema sarà il nucleo per il supporto e l'analisi della regolamentazione, che sarà composta da tre esperti «con comprovata esperienza nella redazione, analisi e istruttoria dei testi normativi, nella rilevazione della fattibilità economica, nell’analisi statistica, economica e giuridica» Una proposta che ha suscitato scompiglio nell'opposizione convinta che il costo di queste figure ammonti a 250 mila euro, arriva poi la rettifica da Mario Casillo del Pd «I 250mila euro sono legati ai costi di funzionamento della legge, non ai consulenti» a cui fa eco, ai microfoni di Diario Partenopeo, la presidente della IV commissione speciale per la sburocratizzazione, Antonella Ciaramella, che specifica «La legge, a fronte del costo di 250mila euro, prevede anche un risparmio per 800mila, la cifra dovuta a sostenere la legge non ha assolutamente a che fare con alcuna consulenza esterna, in quanto gli esperti, laddove sono presenti nella legge, e qualora siano necessari, è specificato che saranno a costo zero, ovvero non percepiranno alcuna indennità» Per quanto riguarda l'artigianato, la legge sopprimerà da gennaio 2016 - assieme alle commissioni provinciali e regionali per l'artigianato -  l'albo delle imprese artigiane, sostituendolo col Registro della imprese. E se qualcuno avesse delle perplessità? Detto fatto, viene istituito lo sportello unico regionale per le attività produttive (Surap), al quale cittadini e imprenditori potranno recarsi per porre domande e esorcizzare dubbi. «Lo sportello unico regionale - dichiara Antonella Ciaramella - inoltre, è previsto in funzione di un'ulteriore semplificazione dell'iter-amministrativo, al quale l'impresa potrà rivolgersi invece di recarsi ufficio per ufficio. Spesso il pubblico ha necessità di parlare con qualcuno per chiedere delle informazioni, o avere degli approfondimenti, in questi casi ci dev'essere un interlocutore, però non tutti sanno a chi rivolgersi, il Surap nasce anche per questo» Inoltre, nel rispetto della trasparenza, verranno pubblicati puntualmente sul sito della Regione ogni atto e provvedimento amministrativo con relativa documentazione. Antonella Ciaramella, presidente della IV commissione speciale per la sburocratizzazione, sembra soddisfatta «La legge rappresenta il primo passo verso la sburocratizzazione, annunciata già in campagna elettorale» dichiara ai microfoni di Diario Partenopeo, e spiega «Con queste disposizione normative si è giunti all'introduzione di tempi certi, con l'assunzione da parte dell'amministrazione delle responsabilità nel caso questi non vengano rispettati. Questo perché si vogliono rendere concreti il principio della meritocrazia e dell'efficienza dell'amministrazione. Mettendo in una legge regionale le responsabilità delle strutture e farle conoscere anche al cittadino significa in pratica concretizzarle.» ©Riproduzione riservata