Martedi 26 settembre 2017 21:59

Napoli, de Magistris lavora ad un nuovo progetto politico: nasce il comitato cittadino per la legalità

04 gennaio 2017



NAPOLI – Un comitato per la legalità presieduto dal giornalista Sandro Ruotolo e composto da professionisti e intellettuali napoletani tra cui il noto avvocato Claudio Botti, l’esperto di criminalità organizzata Isaia Sales, lo sceneggiatore Maurizio Braucci e il giornalista Gigi Di Fiore. E’ questo il nuovo progetto politico avviato nel più massimo riserbo dal primo cittadino partenopeo, Luigi de Magistris che, secondo fonti vicine a Palazzo San Giacomo, questa mattina avrebbe incontrato in via informale alcuni dei papabili membri del nascente comitato cittadino.

L’iniziativa ha un duplice scopo: da un lato replicare alle critiche mosse dallo scrittore Roberto Saviano, che in più di un’occasione ha accusato De Magistris di raccontare «menzogne populiste», sottacendo i problemi reali che ancora affliggono la città, alle prese con un'economia legata al narcotraffico, alla disoccupazione e all'incombere della criminalità tra giovani e giovanissimi. Dall’altro c’è la chiara intenzione del primo cittadino di ampliare il consenso popolare attorno a sé, guadagnandosi la fiducia dei tanti elettori delusi dai partiti tradizionali, a cominciare da quelli del Pd. Un movimento politico alternativo a quello grillino in sostanza, alimentato da ambizioni che travalicano i confini cittadini e campani poiché, come ha spesso ribadito l’ex pm, il modello Napoli sarà sperimentato già alle prossime elezioni politiche, pur senza la sua candidatura personale. «Faccio l’anti Renzi facendo il sindaco di Napoli – ha spiegato intervenendo sulla diretta Facebook di La Repubblica - Voglio dimostrare che esiste un’altra politica, pensando ai territori e ai cittadini, ma escludo un mio coinvolgimento diretto alle politiche nel 2017 o nel 2018».

L'intervista è stata anche l'occasione per confermare ancora una volta lo strappo definitivo  con il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca. I rapporti tra i due non sono mai stati idilliaci, ma negli ultimi tempi si sono definitivamente deteriorati, come conferma il sindaco del capoluogo campano, che definisce «un fatto positivo» la distanza venutasi a creare con il governatore, chiamato direttamente in causa nella spinosa vicenda Trianon. «Un episodio inaccettabile - commenta de Magistris - Non esiste che un’istituzione possa dire che un’altra istituzione non deve far parte del teatro. La scelte dei governanti di uscire dal Trianon fu grave. Noi siamo entrati come Città metropolitana, abbiamo deciso la ricapitalizzazione, poi arriva De Luca e decide chi ne deve far parte e chi no. È grave pensare che qualcuno possa cacciare un ente». Le distanze «non sono ricucibili» ma ciò non esclude la possibilità di una leale collaborazione con il presidente della Regione, nonostante la diversa dialettica politica che separa i due.

Nel mirino delle critiche finisce anche il M5S, travolto dalla questione morale per gli sviluppi del caso Raggi a Roma. Un avviso di garanzia non equivale ad una sentenza di condanna: lo ripete da tempo l'ex pm, che coglie l'occasione per lanciare una stilettata ai grillini. «Hanno scoperto adesso che ricevere un avviso di garanzia non significa per forza fare un passo indietro. Non bisogna essere rigidi in questo campo, è sbagliato l’automatismo avviso di garanzia-passo indietro da parte del politico». Nel tempo sta venendo fuori che il M5S non è il depositario della verità, della moralità e della legalità anzi, conclude, «alla prova del governo i Cinque stelle si stanno dimostrando uguali a tanti altri».

 

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