Mercoledi 13 dicembre 2017 04:06

Pd Campania, Renzi: «Le amministrative? Difficili da decifrare, abbiamo fatto molto bene in altri sette comuni»




NAPOLI - Si è svolta questo pomeriggio la direzione nazionale del Partito Democratico, presso la sala conferenze del Life Hotel in via Palermo, a Roma. Si è parlato dell'Italicum, delle riforme costituzionali e del doppio ruolo, ma soprattutto è stato il primo confronto diretto fra Matteo Renzi e il risultato delle amministrative 2016, dalle quali il Pd è uscito sconfitto, soprattutto sui palcoscenici più importanti (e dolorosi). Non poteva mancare, ovviamente, una battuta sulle amministrative napoletane, che hanno visto uscire dalla corsa al ruolo di sindaco la candidata del Pd, Valeria Valente, al primo turno, con poco più che il 20% delle preferenze dei votanti. «Penso a Napoli dove non riusciamo a vincere - ha detto il premier - Questo è un dato amministrativo molto difficile da decifrare. Ad appena pochi chilometri di distanza, in provincia di Napoli, abbiamo vinto in sette comuni, certo l'ottavo era Napoli, ma in alcuni comuni abbiamo avuto risultati straordinari». Un commento un po' timido, che si fa sicuramente controverso se letto alla luce del forte astensionismo che ha colpito le urne a questa tornata elettorale. Ma Matteo Renzi non punta il dito, e si schiera con Valeria Valente: «Non abbandono i candidati perché sono il segretario del partito e ci ho sempre messo la faccia anche quando si perde. Il problema non sono le amministrative ma è il partito». Ed è proprio riguardo le sorti del Pd Campania che non è ancora chiaro cosa il segretario nazionale e Presidente del Consiglio abbia in mente. «Per ora niente lanciafiamme» scherza Marco Sarracino, giovanissimo dirigente del partito, dal suo profilo Facebook. Ma secondo altri c'è poco da ridere. Il consigliere regionale Antonio Marciano solo questa mattina auspicava al più presto una decisione sul nome di colui che andrà a commissariare il partito in Campania: «Importante - ha tenuto a sottolineare - che sia autorevole e autonomo, non il gendarme della segreteria nazionale. Deve incontrare gli iscritti per andare oltre l’11 per cento e avviarsi presto al congresso. Il problema non è Renzi, ma alcuni renziani locali che hanno provato a ricostruirsi una verginità». ©Riproduzione riservata