Domenica 20 agosto 2017 15:24

Nisida, addio al carcere minorile? In arrivo albergo di lusso e porto turistico
L'isolotto di Nisida è fuori dal sito di interesse nazionale previsto dalla legge per Bagnoli, ma potrebbe essere incluso nei piani della cabina di regia.

07 febbraio 2017



NAPOLI - Nisida così vicina, così lontana, cantava Edoardo Bennato nel 1982. L'isolotto a largo di Coroglio, ad un tiro di schioppo dalla terraferma, eppure impenetrabile per la presenza del carcere minorile, è al centro del dibattito politico. Se ne è parlato nell'ultimo incontro in Prefettura tra governo e enti locali. Si parla di inserirlo nel piano per Bagnoli, includendolo di fatto nel Sito di interesse nazionale. Ciò significherebbe, in pratica, lo spostamento del carcere minorile. L'idea è di aprire Nisida al pubblico, rendendola attrattiva dal punto di vista turistico. Da quelle parti dovrebbe sorgere un albergo di lusso, di fronte ad un porticciolo turistico per 700 yacht. La portualità per barche oltre i 12 metri è al centro del programma di Palazzo Chigi. Il Comune di Napoli vorrebbe una struttura meno invasiva ma c'è una disponibilità di massima sulla realizzazione degli attracchi.

Nella maggioranza in Comune, nel frattempo, l'idea della dislocazione del carcere minorile fa proseliti. Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e i consiglieri comunali Stefano Buono e Marco Gaudini dei Verdi sono d'accordo con il governo. «Tra gli errori commessi negli anni scorsi nell’area di Bagnoli - affermano in una nota - c’è anche quello di aver destinato l’isolotto di Nisida, un patrimonio naturale di ineguagliabile bellezza, a sede di un carcere minorile invece di pensare a come valorizzarlo, magari creando anche occasioni di sviluppo turistico, ma, ora, c’è la possibilità di recuperare coinvolgendo anche Nisida nel progetto di recupero e riqualificazione di quell’area, spostando l’istituto minorile in un’altra zona della città». «Nisida- proseguono - deve essere aperta ai napoletani e ai turisti e bisogna trovare il modo migliore per farla diventare un punto d’eccellenza dell’offerta turistica napoletana e campana in grado anche di creare economia sana e duratura, evitando di commettere l’errore fatto con l’Italsider che ha dato tanto lavoro negli anni scorsi, ma ha poi lasciato un territorio devastato e nessun posto di lavoro».

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