Martedi 21 novembre 2017 09:05

Esercito a Napoli, Marrone (Confapi) «Non serve. Puntare su lavoro e istruzione»




NAPOLI - Solo ieri il ministro Angelino Alfano annunciava l'intenzione del presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, di inviare l'esercito a Napoli per tentare di porre un freno alla scia di sangue che negli ultimi giorni bagna le strade cittadine. «Non si tratta di militarizzazione» rassicurava il ministro dell'interno, eppure lo spettro della presenza dell'esercito incombe minacciosamente sulla città come una soluzione drastica, come l'ennesima presa di posizione rispetto a un problema causato da un certo immobilismo istituzionale. Dal gruppo dei giovani Confapi è la voce del presidente Raffaele Marrone a levarsi per scongiurare le parole di Alfano «L'Esercito a Napoli non serve. Servono piuttosto assistenti sociali e maestri di strada. La militarizzazione è sempre una scelta sbagliata, anche in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo». Secondo Marrone bisognerebbe investire sui giovani, puntando sull'introduzione di infrastrutture attorno alle quali fare orbitare quelle fasce d'età a rischio «Dobbiamo combattere la camorra con tutti i mezzi a disposizione oggi, ma dobbiamo soprattutto toglierle il bacino di reclutamento delle giovani generazioni bisogna creare occasioni di lavoro, costruire biblioteche e luoghi di ritrovo. E soprattutto bisogna recuperare il ruolo della scuola come baluardo contro l'illegalità». Inoltre, spiega il presidente dei giovani Confapi, l'esercito non può intervenire che in maniera limitata «I militari in città, peraltro, avrebbero solo un potere deterrente assai limitato. Non parteciperebbero né a misure di ordine pubblico né a indagini, dando solo l'impressione di uno Stato che ha paura di un manipolo di assassini senza scrupoli». ©Riproduzione riservata