Martedi 26 settembre 2017 16:23

Renzi torna a Napoli: «Non mi faccio intimidire. Su Bagnoli si riparte, lo Stato c’è»




ROMA - «Se pensano di farci paura, hanno sbagliato destinatari». Lo scrive Matteo Renzi nella e-news agli iscritti del Pd a proposito della sua presenza a Napoli per lanciare il progetto di bonifica di Bagnoli. In tal senso Renzi annuncia per domani mattina, 9 aprile 2016, una visita con il ministro Franceschini a Pietrarsa «per parlare di turismo e cultura», e nei prossimi giorni in Regione «a firmare con Enzo De Luca il Patto per la Campania». « Napoli è un simbolo straordinario - spiega Renzi - E soprattutto lo è Bagnoli. Area bellissima, meravigliosa. Totalmente abbandonata da una politica incapace di decidere. Da una politica maestra nell'arte del rimpallo di responsabilità. Abbiamo deciso di decidere. E visto che il Comune non lo faceva, lo abbiamo fatto noi, nominando un commissario». «Ci hanno detto di tutto - prosegue il premier - accusandoci di interessi e mani sulla città. Poi quando hanno visto il progetto si sono dovuti fermare. Non c'è un solo centimetro cubo in più di quanto previsto dal Comune. Anzi ci sono meno case e meno spazi commerciali. C'è invece una sorpresa per gli addetti ai lavori, una sorpresa che tuttavia io ritengo un atto dovuto: eliminiamo la colmata», vale a dire i rifiuti della vecchia acciaieria Italisider. «La bonifica dell'area infatti per noi è una priorità. E lo Stato c'è. Perché se riparte Bagnoli, riparte Napoli e riparte il Mezzogiorno». Ha aggiunto il premier criticando la manifestazione contro l'iniziativa del governo. «Assessori comunali sono scesi in piazza con i manifestanti invitandomi a non entrare in questa città: come immaginate, conoscendomi, sono andato a Napoli ancora più volentieri: ho allungato il programma e aumentato gli impegni». «Per cultura politica e senso di legalità - osserva poi Renzi - se viene un rappresentante delle istituzioni non si accoglie con sassi e bottiglie di vetro: anzi, lasciatemi dare il mio abbraccio affettuoso e solidale agli agenti di polizia che sono stati lievemente feriti negli scontri». «La maggioranza degli italiani lavora, non urla - conclude Renzi - E chi lavora vuole che la politica finalmente faccia qualcosa, anziché discorsi». © Riproduzione riservata