Mercoledi 28 giugno 2017 04:04

Inchiesta Romeo, de Magistris rivela: «Non fu facile toglierlo dal Comune»

09 febbraio 2017



NAPOLI - «Togliere Romeo dal Comune di Napoli non è stata una operazione facile». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commentando i recenti sviluppi dell'inchiesta che ha coinvolto il noto imprenditore Alfredo Romeo. Il primo cittadino non ha mai mascherato la sua personale diffidenza nei confronti del manager napoletano, tanto da sottargli la gestione del patrimonio immobiliare del Comune partenopeo all'indomani della sua elezione a Palazzo San Giacomo, così come aveva più volte promesso nel corso della campagna elettorale.

«Lo sapevo perfettamente, lo dissi a tutti i miei collaboratori più stretti, che non sarebbe stato indolore per il tipo di ramificazioni che quell'uomo aveva messo in campo - spiega l'ex pm - Per la capacità, come si può vedere anche dalle ultime investigazioni, di arrivare ovunque». Un sistema di rapporti, quello messo in piedi da Romeo, denunciato più volte durante la campagna elettorale da de Magistris: «Noi abbiamo dovuto operare nei confronti di articolazioni tentacolari e quando ci sono tanti tentacoli, bisogna stare attenti perché qualche tentacolo può sempre rimanere. Io noto, per come ho fatto io quella campagna elettorale e più volte ho lanciato l'allarme, che si tentò in tutti modi non solo di ostacolarmi con la legittima dialettica democratica, ma mi pare di capire che un pò tutti candidati miei avversari, tranne quelli minori, hanno fatto di tutto, con operazioni di alto impatto inquinante, per cercare di alterare il percorso democratico della dialettica elettorale».

Le indagini sul presunto sistema di appalti e tangenti appannaggio del gruppo Romeo getta una forte onbra sui rapporti tra imprenditoria, pubblica amministrazione e politica. «Quello che sta venendo fuori in questi ultimi giorni, a quasi un anno dalle elezioni, assume carattere particolarmente inquietanti - sottolinea de Magistris - Calunnie e diffamazione con un dossier nei confronti del sindaco uscente che si era ricandidato, per accoltellarlo». Il sindaco ha poi ricordato come la stessa candidata del Pd Valeria Valente e il suo compagno Gennaro Mola «siano andati da Romeo, sapendo bene chi è». Si sapeva d'altra parte che la posta in palio nelle ultime elezioni amministrative fosse molto alta, prosegue il primo cittadino: «Tutti sapevano bene che che durante il secondo mandato noi avremmo visto più risorse. Da qui ai prossimi tre anni, ci saranno quasi 2 miliardi di euro di investimenti per le opere pubbliche e non è ancora partito Bagnoli».

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