Lunedi 23 ottobre 2017 13:46

Emergenza migranti, Cantone «Dopo Mafia Capitale la Campania nel mirino dell’Anticorruzione»




ROMA - Si è svolta oggi l'audizione di Raffaele Cantone, presidente dell'Anac, da parte della commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattamento dei migranti. Durante la seduta sarebbe stato fatto presente dal presidente dell'autorità nazionale anticorruzione che «Il sistema mafia capitale è esteso ad altre regioni, è più diffuso di quanto non sia emerso». Fra queste figura anche la Campania, già al centro per lo scandalo della onlus, "Un'ala di riserva", che avrebbe condotto una truffa per intascare i soldi dei ticket giornalieri dei migranti. Infatti sono proprio i centri di accoglienza straordinaria coordinati dalle cooperative che sarebbero finiti al centro del mirino di Raffaele Cantone. Una situazione, quella delle onlus e degli appalti per l'allocazione di servizi destinati all'accoglienza, per la quale «Stiamo mettendo a punto con il ministero dell'Interno un bando tipo per la gestione degli appalti» ha spiegato Cantone «Uno dei problemi è che sul territorio sono diversi i soggetti che fanno da stazione appaltante: gli enti locali, le regioni, consorzi ad hoc come accaduto in Sicilia per il Cara di Mineo. Servirebbe invece un attuatore unico e a mio avviso potrebbero essere le Prefetture, in grado di fornire le necessarie garanzie». Più controlli e centralizzazione delle garanzie in una sola figura istituzionale, queste le proposte del presidente dell'Anac che ha spiegato come si sia arrivati a formulare l'ipotesi che il sistema di corruzione e di illeciti perpetrati grazie all'emergenza migranti sia potuto fuoriuscire dal Lazio e dalla Sicilia, per estendersi anche in regioni come la Campania «Quando si è prodotta l'emergenza immigrati, si sono affermate alcune realtà in grado di soddisfare, anche positivamente, queste esigenze e di dare una risposta in molti casi anche positiva. Ora però le ondate migratorie sono diventate costanti e non si può più parlare di emergenza». Per far fronte a ciò «abbiamo esteso i nostri controlli - continua Cantone - inviando nuclei anticorruzione a tutte le stazioni appaltanti in campania gestite in base alla delega del viminale. La Guardia di finanza si è recata in Regione Campania e sono stati acquisiti gli atti, ma non abbiamo ancora una nota conclusive sui riscontri», poi aggiunge che in Campania il settore appaltante è stato individuato proprio nella Regione, ma sul perché «sia stata scelta la Regione come centro per la decisione degli appalti proprio non lo so». «In alcune regioni, anche dove è forte la presenza di criminalità organizzata, si riscontrano strutture strane per l'accoglienza, anche con l'utilizzo di alberghi e strutture ricettive» e conclude «c'è chi ha abusato dell'emergenza e ho la sensazione che il sistema sia molto più diffuso di quanto apparso a Roma». ©Riproduzione riservata