Sud, De Luca: «I giovani sono stanchi di vivere nel quarto mondo»

11 dicembre 2017

NAPOLI - «I giovani viaggiano e iniziano a misurare il divario di civiltà e di serenità di vita tra l'Italia e il resto del mondo. I ragazzi, dopo anni di lavoro, non tollerano più di vivere dove non è riconosciuto il merito e non è disposto a vivere dove le condizioni ambientali sono da quarto mondo e, nel confronto, preferiranno il Sud della Bretagna, la Francia e la Germania». E' questa l'analisi del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, intervenuto a Napoli al forum organizzato da Il Mattino, al quale hanno preso parte il premier Paolo Gentiloni e il ministro Claudio De Vincenti.

«Dobbiamo fare di più. E' del tutto insufficiente - ha spiegato - il quadro legislativo attuale per affrontare le dimensioni del problema disoccupazione giovanile al Sud, La questione economica e sociale rischia di diventare una questione democratica. Rischiamo - ha ribadito De Luca - la desertificazione delle aree interne, di perdere il capitale umano più prezioso che abbiamo e rischiamo di non fare quello che dobbiamo fare». «Siamo davanti alla sfida più difficile: recuperare il divario di sviluppo e produttività rispetto alla Germania, alla Francia, alla Corea. Abbiamo invertito la rotta, ma la sfida è - ha proseguito il presidente della Regione - raggiungere le giuste percentuali per fermare l'emorragia verso il Nord e verso l’estero».

Per il governatore campano resta fondamentale l'abolizione del «groviglio burocratico, amministrativo e giudiziario che paralizza il Paese. E' paradossale come questo dato sia drammaticamente presente, ma assente nel dibattito politico. Un Paese totalmente scollegato in cui permane la confusione tra piano penale e piano amministrativo», ha concluso il governatore De Luca.

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