Domenica 20 agosto 2017 11:44

Napoli. Carfagna: «Via la parola ‘stese’ dai vocabolari». Scoppia la polemica




Mara Carfagna, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Napoli, ha firmato una lettera apparsa quest'oggi su Repubblica dedicata al fenomeno delle 'stese'. L'ex ministro ha invocato una risposta alla prepotenza della malavita attraverso l'educazione e l'inclusione. «Le famiglie, le scuole, le parrocchie devono fare la loro parte. Ci si dimentica però - scrive Carfagna - che alla base di tutto c’è una parola, spesso dimenticata, relegata in coda ai bilanci degli enti locali: la solidarietà. Che significa assistere con risorse e strumenti efficaci chi ha meno mezzi, chi è più debole e chi, suo malgrado, vive ai margini della società». La lettera si conclude con una proposta: «Io partirei, allora, da un’iniziativa, simbolica e al tempo stesso concreta: basta con questa parola “stese”, basta con questa inquietante definizione che è entrata a pieno titolo nel vocabolario napoletano e di cui sono pieni i giornali. Mettiamola da parte, cancelliamola. Mai più “stese”. Di “stesi” devono esserci solo i panni, da un palazzo all’altro, nei colorati e suggestivi vicoli della Napoli popolare, quella che più amo e che ha rapito il cuore di tanta gente, in giro per il mondo. Vorrei incontrare lì Annamaria e i tanti abitanti dei Quartieri Spagnoli, passeggiare con loro nei vicoli, discutere delle cose che non ci piacciono e della Napoli che vogliamo. Tra i panni “stesi” e quei mille colori di cui, con un po’ di nostalgia, cantava Pino Daniele». L'idea della Carfagna ha provocato la risposta piccata dei Verdi. «Per combattere la criminalità, non serve togliere le parole dal vocabolario e dal parlare comune, ma azioni concrete e buoni esempi», scrivono il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e il capogruppo del Sole che ride nel Consiglio comunale di Napoli, Stefano Buono. «Le parole di Mara Carfagna che ha chiesto ai napoletani di togliere dal vocabolario la parola “stesa” - proseguono - sono senza alcun senso se non sono accompagnate da esempi concreti che non sono arrivati da lei e da tanti altri esponenti della sua coalizione». «Sia seria e da esempio e non faccia sparare pericolosi fuochi illegali e abusivi dai suoi sostenitori, come è capitato nel corso dell’ultima campagna elettorale per le comunali di Napoli. Non si può combattere la criminalità togliendo le parole dal vocabolario, ma dando il buon esempio e non chiedendo i voti ai delinquenti», concludono Buono e Borrelli.