Venerdi 17 novembre 2017 23:53

«Napoli senza senso civico e cultura della legalità», bufera sul Censis
Nel rapporto Censis sulla contraffazione si parla di Napoli come di un territorio dove latitano senso civico e cultura della legalità. La risposta di de Magistris non si è fatta attendere

13 giugno 2017



Bufera per le parole contenute nel rapporto Censis, commissionato dal l ministero dello Sviluppo Economico e presentato nell'ambito della 2ª Settimana nazionale anticontraffazione. Nel documento si parla della città come di «un territorio dove il senso civico e la cultura della legalità risultano particolarmente deficitari» con tale situazione ce finisce per indurre i consumatori «a rivolgersi all'industria del falso per acquistare prodotti griffati a prezzi sostenibili con l'errata percezione che produzione e vendita di merce falsa non siano un crimine, o comunque siano un reato di lieve entità».

I numeri della contraffazione a Napoli

Secondo quanto contenuto nel documento il 24% degli articoli contraffatti intercettati da Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza nel 2016 sul territorio nazionale, per un totale di oltre 6 milioni di pezzi, è stato scoperto nel territorio partenopeo. Tra le categorie merceologiche più presenti nei sequestri dell'ultimo anno figurano gli occhiali, gli accessori e l'abbigliamento. Ma il settore tessile non è l'unico a fare la fortuna dei falsari. Tra i prodotti sequestrati ci sono anche circa 900.000 strumenti da ferramenta, oltre 500.000 tra stampe, litografie e incisioni, oltre 20.000 pezzi di ricambio per auto.

La risposta di de Magistris

La tesi del Censis è stata stigmatizzata dal sindaco partenopeo de Magistris. «Non è affatto vero che a Napoli il senso civico sia inferiore rispetto ad altre città», ha affermato il primo cittadino. «Non è solo l'opinione di un napoletano e del sindaco - ha sottolineato de Magistris - basta vedere che Napoli, da quando noi amministriamo, ha il maggior numero di luoghi affidati e adottati esclusivamente per senso civico dei napoletani, oltre 400, e basta vedere il livello di partecipazione popolare, di antimafia sociale nei fatti, di schieramento delle forze in campo. Detto questo a Napoli c'è contraffazione, c'è criminalità e anche tanta. C'è un tema di repressione, come in tutte le grandi città del mondo, né più né meno, e c'è un tema di prevenzione».

 

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