Domenica 19 novembre 2017 11:25

Movimento 5 Stelle all’attacco di de Magistris: «Pensi a Napoli non a Roma e alle Olimpiadi»




NAPOLI - «Luigi de Magistris si unisce al coro starnazzante levatosi attorno alla Raggi. Il sindaco di Napoli, che ha sempre tenuto a mostrare la sua immagine di politico freelance, obbedisce però alla legge del conformismo politico e, senza approfondire, stigmatizza l’operato di Virginia Raggi, né più né meno dei vari politicanti che dall’ascesa del Movimento 5 Stelle temono di perdere la poltrona». E' la dura accusa di Matteo Brambilla e di Francesca Menna,  consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, al primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris, in riferimento alla sua opinione circa la questione Raggi. «Anche lui - continuano - si unisce al coro, dimostrando quanto sia lontano nella sostanza dall’immagine che vuole dare del sindaco ribelle. Con i meetup e il Movimento 5 Stelle è iniziato nel Paese un reale processo di profondo rinnovamento politico e culturale. de Magistris ha invece impostato la sua carriera politica stringendo mani ed alleanze con personaggi della vecchia politica, quelli che ora a Napoli gli stanno portando i conti da pagare». «De Magistris - rincarano la dose - che cinque anni fa fu eletto quasi per acclamazione popolare, mentre questa volta ha dovuto fare i conti con una più fredda partecipazione degli elettori, dovrebbe spiegare come mai dopo pochi mesi Raphael Rossi lasciò il suo posto, così come Narducci, Lucarelli, Realfonzo, e la lista lunghissima continua. Dovrebbe spiegare perché durante questi cambi repentini fatti senza comunicare assolutamente nulla ai cittadini, la città sprofondava, come tuttora sprofonda, nelle buche, nei conflitti sociali, nella delinquenza, nelle ingiustizie senza che mai il nostro sindaco ribelle abbia compiuto un atto, uno solo, coraggioso a segnalare la sua libertà dal vecchio sistema». «Come portavoce del Movimento 5 Stelle lo invitiamo a tenere un’agorà sul bilancio e a spiegare ai cittadini voce per voce il maxi emendamento, quello che ci ha fatto pervenire senza quasi preavviso, e quindi volutamente impossibile da analizzare, per il quale noi abbiamo votato un No deciso, perché rappresentava una trappola per la nostra città. Potrebbe inoltre spiegare pubblicamente  - tuonano - le delibere passate durante l’estate, i tagli al welfare, Napoli Sociale incorporata in Napoli Servizi senza copertura nel previsionale votato ad agosto, il numero variabile degli aventi diritto alla casa nelle Vele di Scampia, le slot machine che sorgono come funghi anche vicino alle scuole, e tanto altro. I cittadini vogliono sapere. Adesso con la città in pre-dissesto, con debiti da ripianare in 30 anni, ridotta ai minimi termini, si butta sull’affare Olimpiadi, con un cinismo degno della prima Repubblica pensando agli appalti da distribuire spacciati per lavoro. I napoletani - concludono - hanno visto i risultati di questo modo di agire in questi anni e li stanno pagando sulla loro pelle. Sono i fatti che parlano e chi è veramente libero sa ed è in grado di leggerli».