Martedi 22 agosto 2017 13:11

Soccavo, passi avanti per il piano di riqualificazione urbana




NAPOLI - Si è riunita oggi una tavola rotonda per discutere il piano di riqualificazione urbana della frazione di Soccavo. Oltre alla commissione patrimonio, erano presenti anche Alessandro Fucito, assessore al patrimonio, l'architetto Giuseppe Pulli dalla direzione centrale per la pianificazione e gestione del territorio, Antonio Campora, dirigente del servizio edilizia residenziale pubblica e il direttore Daniele Perna e l'architetto Angelo Colonna per l'istituto autonomo case popolari. L'ultimo di una serie di incontri, si legge in una nota del Comune di Napoli, atti a «sollecitare l’amministrazione a fare il possibile per consentire l’avvio concreto di un progetto, che impegna molti fondi di iniziativa privata, utile alla riqualificazione dell’intera area.» Prima di poter raggiungere l'accordo fra Comune e istituto autonomo case popolari, si è passati per un lungo 'iter' burocratico finalizzato alla risoluzione di un problema nato dall'errato conferimento all'Asia - società che si occupa della raccolta dei rifiuti - di alcuni terreni che sarebbero rientrati nel piano di riqualificazione urbana di Soccavo. I terreni, erroneamente conferiti alla società verranno restituiti alla Comune, permettendo di fatto il compimento del Pru, in cambio di un ristoramento degli stessi nei confronti di Asia. Si prevede, stando alla nota, che il tutto si possa concludere nelle prime settimane dell'anno venturo. Una volta conclusa la faccenda dei suoli si procederà a mettere in atto il piano. Al primo posto nell'agenda stilata da Antonio Campora, ci sarebbe la realizzazione del collettore fognario di Sant'Antonio Arena, per il quale saranno destinati 8,5 milioni di euro nella prossima Legge di Stabilità. I lavori saranno affidati, stando a quanto riportato dalla nota, direttamente all'azienda che si è occupata nel 2009 del progetto per il Sub Ambito 4. Secondo il documento pubblicato sul sito del Comune, Campora ha spiegato «ogni operazione è subordinata alla rideterminazione dei termini originariamente previsti per i Pru dall’Accordo di Programma tra Comune, Regione e Ministero dei Lavori Pubblici, che sono scaduti nel dicembre 2012.» Il tutto non graverà sui tempi per l'integrazione dell'accordo di programma che, stando a quanto si legge nel comunicato, si spera verrà accolto positivamente anche in Regione. ©Riproduzione riservata