Mercoledi 13 dicembre 2017 00:57

Napoli, Renzi e De Luca in coro: «Votiamo sì per il Mezzogiorno»
Dal palco della Mostra d'Oltremare il premier Renzi garantisce impegno per il Mezzogiorno. De Luca conferma la proposta di assumere 200mila giovani nella pubblica amministrazione.

13 novembre 2016



NAPOLI - Mostra d'Oltremare blindata per il dibattito conclusivo dell'assemblea nazionale sul Mezzogiorno. Elicotteri in volo su Fuorigrotta e un ampio cordone di forze dell'ordine hanno garantito la sicurezza mentre - all'interno del Palacongressi del centro fieristico flegreo - si discuteva di Sud e sviluppo.

Renzi: «Narrazione sbagliata sul Mezzogiorno»

Sul palco è salito anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha puntato l'attenzione sull'imprevedibilità del mondo di oggi. «Chi avrebbe mai immaginato il successo di Trump? Solo i Simpson. La rivoluzione informatica ha creato un mondo senza confini ma si fa fatica a riconoscere quello che accade sotto casa.  La globalizzazione non è in contrasto con l'identità, anzi la aiuta. Nell'agroalimentare, ad esempio, siamo passati da 30 a 37 miliardi sull'export e abbiamo ancora un mercato grande due volte quello che abbiamo oggi». Il premier parla di problema di narrazione del Mezzogiorno e dell'Italia, chiedendosi il perché «le grandi aziende che commercializzano la pizza sono tutte americane se è stata inventata a Napoli».

De Luca: «200mila giovani nella pubblica amministrazione»

«Qui rappresentiamo il Sud delle persone civili», ha detto il governatore della Campania, Vincendo De Luca. «Accettiamo la sfida dell'efficienza e della legalità. Non vogliamo solidarietà - ha aggiunto -, chiediamo equità. Sulla sanità ho chiesto le stesse risorse per tutti i cittadini, dal Piemonte alla Campania. Se devo tagliare io taglio, non ho clientele». Sul referendum, De Luca rinnova il suo endorsement al sì. «Voglio difendere la prima parte della Costituzione, ma occorre realizzarne i principi a partire dal diritto al lavoro. Chi sburocratizza l'Italia difende veramente la carta costituzionale perché crea cantieri e occupazione. Al Sud dobbiamo votare sì». Il presidente della Regione Campania è tornato poi sulla proposta di assumere 200 mila giovani nella pubblica amministrazione nel Mezzogiorno. «Era voluta per accendere il dibattito e far discutere. Nella sanità abbiamo un'età media del personale di 60 anni ma come facciamo ad innovare con questi numeri? Dobbiamo puntare sui giovani più bravi, ai quali chiederemo di fare gli straordinari senza compenso, perché occorre restituire la speranza a chi l'ha persa».

Lobello e Grimaldi: «Il Sud può ripartire»

All'incontro hanno preso parte anche Ivan Lobello, presidente di Unioncamere, e Manuel Grimaldi, numero uno dell'omonimo gruppo. Il Mezzogiorno è in pesante ritardo ma sta facendo e potrebbe fare tanto per l'Europa grazie alla sua posizione strategica», ha detto Grimaldi, sottolineando l'importanza della portualità e del cruising nel tessuto economico del Sud. Lobello, invece ha posto l'accento sull'innovazione tecnologica e culturale. «Occorre fare una battaglia sulla banda larga, che crea una capacità di innovazione. E poi puntare sulle Università. C'è troppa cultura umanistica e poca scientifica. Serve un riequilibrio. Un Paese funziona con entrambe le cose».

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