Riciclaggio sulle video-lottery, arrestato l’ex parlamentare Laboccetta (Pdl)

13 dicembre 2016



ROMA - C’è anche l’ex parlamentare del Pdl, Amedeo Laboccetta tra gli arrestati dalla Procura di Roma in una operazione su associazione per delinquere transnazionale che riciclava in tutto il mondo i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery. In manette anche l’imprenditore Francesco Corallo.

Lo sdegno di Francesco Emilio Borrelli: «Il suo arresto conferma le nostre perplessità sulla sua nomina alla guida della Gori»

«L’arresto di Amedeo Laboccetta nell’ambito di un’inchiesta sul riciclaggio che vede coinvolto anche Corallo, noto come il Re Mida dei giochi, conferma tutte le nostre perplessità sulla sua nomina alla guida della Gori, frutto di una scelta scellerata dell’ex presidente della Regione, Stefano Caldoro, e del centrodestra campano che consideravano Laboccetta una risorsa da valorizzare al punto da affidargli la gestione dell’acqua in centinaia di comuni campani», ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale «in casi del genere, dispiace dire che si aveva ragione, ma purtroppo è così e questa vicenda deve servire da lezione anche per il futuro perché non possono essere assegnati ruoli di primo piano e determinanti per la vita dei cittadini a persone che hanno ombre pesanti a offuscarne l’immagine, visto che lo stesso Laboccetta era già coinvolto nell’indagine che ora ha portato al suo arresto». «Tra l’altro, vista la situazione drammatica in cui versa la Gori, anche lì Laboccetta ha dimostrato che non era la persona giusta per quel ruolo - ha concluso Borrelli - E' assurdo che i protagonisti di quella scelta scellerata ora si ergano a moralisti e vogliono dare lezioni a De Luca e alla sua maggioranza su come si amministra una Regione, invece di fare mea culpa e riflettere sui tanti errori fatti».

Tra gli indagati anche suocero e cognato dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini

Risultano indagati, invece, Sergio e Giancarlo Tulliani, suocero e cognato dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini.

Gli arresti, avvenuti anche all'estero, sono stati eseguiti dallo Scico della Guardia di Finanza in contemporanea a perquisizioni in numerosi stati (Antille Olandesi, Regno Unito, Canada e Francia) e sequestri di numerosi beni e conti correnti per centinaia di milioni di euro.

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