Mercoledi 20 settembre 2017 22:10

Istigazione al voto di scambio, De Luca nel mirino della Procura di Napoli

14 dicembre 2016



NAPOLI - C'è un'ipotesi di reato: istigazione al voto di scambio, nel fascicolo aperto dalla Procura di Napoli sulle dichiarazioni espresse dal governatore della Regione Campania, Vincenzo de Luca, nel corso di un incontro all'hotel Ramada, a Napoli, con circa 300 amministratori locali ai quali chiedeva di darsi da fare per far votare sì al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Sulla questione il Movimento 5 Stelle, nelle vesti della consigliera Valeria Ciarambino, aveva già presentato una mozione di sfiducia nei confronti del governatore, mozione bocciata a seguito del voto di maggioranza del centrosinistra.

Tuttavia l'invito «a non fare i fessi», «a mandare i fax con i numeri dei voti per il sì» dai rispettivi municipi, e poi l'appello a rimanere uniti, di fronte ad un governo con il quale c'è un'interlocuzione vantaggiosa, per la quale saranno investiti milioni in Campania e ancora l'esortazione «ad andare porta a porta e a segnalare i voti raccolti per il sì» in vista del referendum costituzionale, ha portato la Procura di Napoli ad aprire un fascicolo che permette di convocare testimoni e di organizzare un'inchiesta mirata sulle parole del governatore Vincenzo De Luca. L'inchiesta è  condotta da un pool guidato dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino.

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