Comuni e appalti, stop alla delibera Anac sulla Centrale di committenza Asmel

15 settembre 2015



ROMA - Via libera ad Asmel s.c.a.r.l, società consortile nata su iniziativa degli enti locali come centrale di committenza pubblica alla quale rivolgersi per la gestione di tutte le procedure di gara. Il Consiglio di Stato ha accolto infatti il ricorso presentato dai Comuni, disponendo la sospensione della delibera con cui l'Aurotirà nazionale Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone ha dichiarato, lo scorso aprile, l'illegittimità della società consortile contestando la conformità del modello organizzativo della Centrale di committenza con quello indicato dalla normativa in materia di centralizzazione degli acquisti per i Comuni non capoluogo.

Nello specifico, il provvedimento impugnato escludeva la possibilità di ricomprendere il nuovo Organismo tra i possibili sistemi di aggregazione degli appalti degli enti locali previsti dal d.lgs. 163/2006, meglio noto come Codice Appalti, varato dal Governo Monti nell'ambito delle azioni di spending review, che imponeva agli enti locali di dotarsi di una Centrale acquisiti unica per la gestione degli appalti. L'entrata in vigore della norma in questione è stata prorogata per ben cinque volte a causa delle forti difficoltà riscontrate dai Comuni nell'organizzarsi, fino alla costituzione della cosiddetta Asmel s.c.a.r.l, società consortile che fa direttamente capo all'omonima Associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli enti locali e che, ad oggi, può vantare l'adesione di oltre 880 Comuni e circa un miliardo di euro di volume di transazioni. La decisione dei Consiglio di Stato giunge a poco più di un mese dall'entrata in vigore dell'obbligo di centralizzazione degli acquisti, fissato per il prossimo 1 novembre.

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