Mercoledi 23 agosto 2017 06:08

De Luca torna sceriffo, blitz all’Arcadis. Aperta indagine contro i “parassiti”




NAPOLI - Vincenzo De Luca torna ad essere sceriffo e lo fa mediante la disposizione di un vero e proprio blitz presso la sede dell’Arcadis, l'Agenzia regionale che si occupa della difesa del suolo, e in particolare della gestione del Grande progetto per la riqualificazione del fiume Sarno, contro i cosiddetti "parassiti". Ma quando, dopo aver girato e rigirato alla ricerca dell'agenzia, e finalmente riuscito a individuare la porta giusta si è trovato di fronte a comunicati sindacali e proteste, scagliate dall’ex assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, proprio contro il presidente della giunta a causa della scadenza dei contratti a termine dei 25 tecnici di Arcadis che il prossimo 31 dicembre si troveranno senza lavoro. Immediata la reazione dello sceriffo De Luca che, andato su tutte le furie, ha deciso di rendere pubblica la sua avventura, raccontando per filo e per segno quello che ha visto e ha sentito. «Le visite del Presidente Vincenzo De Luca nelle società partecipate e nelle agenzie della Regione Campania con l’obiettivo di illustrare la linea di tutela delle professionalità esistenti e di verificare aree di criticità e parassitismo - è scritto nel comunicato stampa di Palazzo Santa Lucia - sono partite dall’Arcadis, per la quale è stato addirittura complicato raggiungere la sede (a Sarno) essendo priva di segnaletica. Unica indicazione sulla porta d’ingresso, cartelli e volantini diffamatori che campeggiavano nell’indifferenza generale mentre all’interno si riscontrava un clima di totale rilassatezza». Poi il governatore ha aggiunto «Stiamo verificando tutte le posizioni retributive dei dipendenti di Arcadis. Stiamo accertando l’entità delle indennità aggiuntive, che in alcuni casi sarebbero pari a un intero stipendio che si aggiunge a quello già percepito. Renderemo pubbliche tutte le posizioni retributive perché ognuno possa esercitare un controllo democratico. Lavoratori sì, parassiti no». © Riproduzione riservata