Mercoledi 20 settembre 2017 09:32

Primarie a Napoli, De Luca sul ricorso di Bassolino: «Ora basta, è un danno enorme per il Pd»




NAPOLI - È caos in queste ore nel Pd napoletano, al terzo ricorso di Bassolino la situazione sembra non aver fatto un solo passo avanti. I dubbi a riguardo sono tanti, soprattutto quelli relativi alla mossa dell'ex-governatore in caso venisse definitivamente archiviata la questione delle primarie. Una cosa però sembra certa, che corra da solo o che si rassegni a collaborare col partito, la questione delle primarie sembra iniziare a stancare altri protagonisti della scena politica. Vincenzo De Luca, riferendosi ai recenti avvenimenti, ha detto «Comincio ad avere un grande fastidio per le chiacchiere sulle primarie. Dobbiamo mettere un punto fermo, vi sono regole chiare: si prevede che ci sono rilievi, si fanno ricorsi a commissione provinciale e nazionale. Ora non penso che dobbiamo chiedere la convocazione delle Nazioni Unite. Questa vicenda ha determinato un danno enorme per il Pd e Napoli: la rissa finisce per trasferirsi sulla città. E trovo sgradevole proseguire nel contenzioso, considerando che ci sono cose così grave da seguire: significa avere totale separazione dai cittadini normali. Ora cominciamo a lavorare sui programmi, sono impegnatissimo sulle questioni della città». Un j'accuse sapientemente mascherato dall'ironia, collocabile in un contesto che a definirlo problematico sembrerebbe di usare un eufemismo. Ma Antonio Bassolino non fa altro che ripetere instancabilmente le sue ragioni «Mi sono candidato a sindaco di Napoli il 21 novembre perché pensavo e penso di poter contrastare il sindaco attuale - ha dichiarato l'ex-sindaco - Io continuo questa battaglia nelle primarie e ho il dovere di dire che il Pd deve far rivotare in pochi seggi, se 700 voti sono reali qual è il problema a rivotare? Se si rivota in quei seggi però le persone mostrate a dare soldi devono stare lontane mille chilometri da Napoli e San Giovanni. Se si conferma il risultato bene e andiamo tutti insieme alle elezioni. Due pesi e due misure sono inaccettabili. Non voglio vincere a tavolino. Ma rivotiamo. Aggiungo che se questo non viene fatto il Pd va verso il suicidio come e peggio del 2011 e l’attuale candidata se non passa attraverso una verifica trasparente non andrà al ballottaggio neanche lontanamente, sarà tra gli altri». Il problema, secondo Bassolino, sembrerebbe collocarsi non solo nelle presunte irregolarità avvenute durante le votazioni di alcuni seggi, ma anche nel silenzio politico della vincitrice, Valeria Valente, che secondo l'ex-governatore avrebbe dovuto chiedere di fare chiarezza «per andare avanti tranquilla» e invece, ha concluso Bassolino «Ha fatto l’opposto di quello che si richiede a un candidato sindaco». ©Riproduzione riservata